mercoledì 20 marzo 2019

Noto, l'Infiorata "sbarca" in America



Dopo il fascino del Principato di Monaco e il mistero della Cina, quest’anno l’Infiorata di Noto sarà dedicata ai siciliani nel mondo e sbarca in America. A loro è dedicata la 40° edizione della manifestazione che, dal 17 al 19 maggio, trasformerà via Nicolaci in un grande quadro di fiori. In particolare, saranno protagonisti i siciliani che vivono in Canada e negli Stati uniti e che, da immigrati, sono contraddistinti da storie di successo.
E’ partita dunque la macchina dei preparativi per la festa di saluto della primavera che è oggi l’evento principale della città barocca e sarà presentato tra qualche settimana a New York inserito anche nel calendario degli appuntamenti promossi dalla Regione siciliana. L’intento dell’amministrazione di Noto è di dar vita a un metaforico “bentornati” nei confronti di coloro che hanno lasciato la Sicilia per trovare fortuna in America, ma anche una riflessione sul tema dell’immigrazione per ricomporre memorie individuali e di comunità, storie normali ed eccezionali, passato e avanguardia dell’essere “I Siciliani in America”.


La Sortino che non ti aspetti

Sortino dirutaquartieri e strade della città sepolta
Percorrendo le antiche mulattiere che si snodano sinuose e lente lungo le pendici del colle Aita, ci si trova ad un crocevia di storia che abbraccia, in un colpo d’occhio, un arco temporale che supera i tre millenni. In questi luoghi dalla natura amena e dalla pietra bianca, scolpita dalla fatica dell’uomo, sorgeva l’antico abitato di Sortino, una perla incastonata tra le possenti pietre di Pantalica e il monte, un centro rigoglioso circondato da fiumi, torrenti e boschi, che prosperò fino al 1693, quando fu raso al suolo dal disastroso terremoto che colpì tutto il Val di Noto. Dopo il sisma, la nuova città fu edificata sul pianoro soprastante dove tutt’ora esiste, ma il sito non fu mai completamente abbandonato e sono molti i resti della città medievale che ancora oggi si possono ammirare, inseriti in un contesto paesaggistico di notevole valore. La Sortino Diruta si trova incastonata tra la Sortino “Nuova” e la riserva Naturale Orientata della Valle dell’Anapo.


122 luoghi da scoprire e riscoprire in Sicilia per le Giornate FAI di primavera










27ª EDIZIONE
GIORNATE FAI DI PRIMAVERA IN SICILIA
Evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta pubblica di fondi

Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019
Apertura straordinaria di 122 siti in 45 località della Sicilia


Lo splendido paradosso della bellezza italiana è l’essere insieme quotidiana e straordinaria, a volte sontuosa ed esplicita, altre nascosta e ferita, ma sempre così profondamente nostra da definire chi siamo e ricordarci gli innumerevoli intrecci che hanno tessuto le nostre origini, lasciando impronte nel nostro patrimonio culturale quasi fossero indizi. Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 il FAI – Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle Giornate FAI di Primavera per guardare l’Italia come non abbiamo mai fatto prima e costruire un ideale Ponte tra culture che ci farà viaggiare in tutto il mondo.

Giunta ormai alla 27ª edizione, la manifestazione si è trasformata in una grandiosa festa mobile per un pubblico vastissimo, che attende ogni anno di partecipare a questa straordinaria cerimonia collettiva, appuntamento irripetibile del nostro panorama culturale che a partire dal 1993 ha appassionato quasi 11 milioni di visitatori.

Per l’edizione di quest’anno il FAI Sicilia aprirà 122 luoghi in 45 località, grazie alla spinta organizzativa delle 8 Delegazioni FAI siciliane (insieme ai 10 Gruppi e 6 Gruppi Giovani) e grazie ai 1.700 Apprendisti Ciceroni che accompagneranno i visitatori a specchiarsi nella stupefacente varietà della regione, aprendo luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend, durante il quale sarà possibile sostenere la Fondazione con un contributo facoltativo o con l’iscrizione.

“Per le Giornate Fai di Primavera in Sicilia – afferma Giuseppe Taibi, Presidente FAI regionale – apriremo luoghi di bellezza che illustreremo grazie all’aiuto degli Apprendisti Ciceroni. Una grande festa alla quale tutti sono invitati a partecipare, anche con l’iscrizione alla Fondazione, per valorizzare insieme il nostro grande patrimonio storico-artistico e paesaggistico. La novità di quest'anno sarà il progetto FAI ponte tra culture che si propone di raccontare, con volontari di origine non italiana, le diverse influenze culturali straniere disseminate in molti dei beni che apriremo. Inoltre le Giornate FAI di Primavera 2019 – conclude Taibi - guardano all'Europa in quanto la Commissione Europea partecipa facendo conoscere i beni italiani che, grazie ai finanziamenti europei, diventano nuovamente accessibili ai cittadini. Quelli siciliani sono: il Porto di Ponto Empedocle, il Giardino Botanico di Agrigento, il Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono e la Chiesa di Casa Professa a Palermo”.

Per il 2019 la novità sarà appunto il progetto FAI ponte tra culture, che si propone di porre l’attenzione su quei luoghi che testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e dalla fusione tra la nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici, americani e africani. Ecco perché in alcuni di questi siti le visite saranno curate dai volontari di origine straniera che racconteranno gli aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza che, a contatto con la nostra, ha contribuito a dar vita al nostro patrimonio. Ne sono un esempio: il giardino di Villa Genuardi ad Agrigento con influenze dell’Asia e del Sud America; le Latomie dei Niccolini a Marsala utilizzate da gruppi appartenenti a religioni diverse; Piazza Sett'Angeli a Palermo con influssi punici, romani e arabo-normanni; a Catania la Cappella Bonajuto superstite dell’epoca bizantina e la Villa Comunale di Taormina con il giardino all’inglese.

Il catalogo dei beni visitabili durante le Giornate FAI di Primavera raccoglie una proposta così varia e originale che è impossibile da sintetizzare. Ne segnaliamo alcuni:

DELEGAZIONE DI ENNA
Santuario del SS. Crocifisso di Papardura: nell’ameno sito di Papardura, lungo le pendici di Enna sorge il Santuario edificato a seguito della venerazione popolare scaturita dopo il rinvenimento nel 1659 di una sacra immagine. Ogni anno, il 14 settembre, si celebra la solennizzazione della Esaltazione della Croce ovvero la sua esposizione da parte del sacerdote ai fedeli. La festa organizzata dai “Procuratori” presenta ancora oggi elementi arcaici e suscita una grande devozione popolare. La chiesa presenta decorazioni e stucchi eseguiti su disegni del Serpotta ed è ornata da pregevoli quadri e paliotti d'altare.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.

Granfonte di Leonforte
Uno dei monumenti principali di Leonforte. Costruita nel XVII secolo dal principe Placido Branciforti, fondatore del paese, sui resti di una antica fontana araba chiamata “Fonte di Tavi”, costituiva il luogo abituale di riunione della popolazione e, con le sue ventiquattro cannelle, anche l’abbeveratoio pubblico. Questa maestosa fontana monumentale è in stile barocco. Il prospetto presenta una serie di altorilievi con mascheroni e puttini. Dalle cannelle di bronzo ogni giorno sgorga ininterrottamente acqua limpidissima che si raccoglie nella sottostante vasca rettangolare. Il prospetto, con tre alzate timpanate decorate con bassorilievi, è raccordato ai lati con due volute. Ancora oggi è luogo d'incontro ideale per i cittadini.

DELEGAZIONE DI MESSINA
Teatro Vittorio Emanuele, Viaggio dietro le quinte.
La posa della prima pietra del “novello Teatro” di Messina, intitolato a Santa Elisabetta in omaggio a Maria Isabella di Spagna, madre di Ferdinando II, avvenne il 23 aprile 1842. L’inaugurazione fu celebrata il 12 gennaio 1852; nel 1860 tuttavia, con l’annessione al Regno d’Italia, la denominazione del S. Elisabetta fu mutata in “Vittorio Emanuele II”, in occasione dell’annessione del “Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia sotto lo scettro costituzionale di Vittorio Emanuele II”. Danneggiato dal terremoto di Messina del 1908 è stato oggetto di un restauro che lo ha quasi interamente ricostruito: all'interno fu ampliato ed il soffitto decorato da Renato Guttuso con la raffigurazione della leggenda di Colapesce. I lavori furono portati a termine solo nel 1980.

DELEGAZIONE DI RAGUSA
Nei luoghi dello stile Liberty a Ispica
Una passeggiata artistica lungo le strade di Ispica alla ricerca delle più significative testimonianze dello stile Liberty in città, presso palazzi nobiliari e case private. Una narrazione itinerante tra gli aspetti strutturali e decorativi, nonché dei significati culturali di ogni manufatto, accompagnata e arricchita, nella sede dell'Istituto “Gaetano Curcio”, da una mostra (disegni, progetti, fotografie...) con cui gli studenti hanno voluto offrire il proprio contributo allo studio di questo stile così peculiare.

Il riparo sotto Roccia di Fontana Nova
Tanto celebre tra gli specialisti di tutta Europa quanto pressoché abbandonato, il sito di Fontana Nova (alla periferia di Marina di Ragusa, frazione balneare del capoluogo ibleo), ospita un riparo sotto roccia recante tracce di frequentazione umana, forse il sito più antico finora noto in Sicilia. Nel XIX secolo il barone Arezzo, nobile ragusano appassionato di antichità, scoprì in questa lunga e stretta grotta accennata nel calcare della valletta che conduce al mare, i resti di un focolare fossilizzato. A seguito di accurati studi, ripetuti anche nei decenni successivi, si è datato il sito all'Aurignaziano, un periodo del Paleolitico collocabile tra 40.000 e 18.000 anni fa. Il gruppo umano che qui viveva, si nutriva di cervi e altra cacciagione cotta su tizzoni accesi all'interno della grotta che in origine doveva essere certamente più ampia e profonda. Luogo con criticità.

DELEGAZIONE DI SIRACUSA
Sortino diruta, quartieri e strade della città sepolta
Percorrendo le antiche mulattiere che si snodano sinuose e lente lungo le pendici del colle Aita, ci si trova ad un crocevia di storia che abbraccia, in un colpo d’occhio, un arco temporale che supera i tre millenni. In questi luoghi dalla natura amena e dalla pietra bianca, scolpita dalla fatica dell’uomo, sorgeva l’antico abitato di Sortino, una perla incastonata tra le possenti pietre di Pantalica e il monte, un centro rigoglioso circondato da fiumi, torrenti e boschi, che prosperò fino al 1693, quando fu raso al suolo dal disastroso terremoto che colpì tutto il Val di Noto. Dopo il sisma, la nuova città fu edificata sul pianoro soprastante dove tutt’ora esiste, ma il sito non fu mai completamente abbandonato e sono molti i resti della città medievale che ancora oggi si possono ammirare, inseriti in un contesto paesaggistico di notevole valore. La Sortino Diruta si trova incastonata tra la Sortino “Nuova” e la riserva Naturale Orientata della Valle dell’Anapo.

DELEGAZIONE DI TRAPANI
La Tonnara di San Giuliano tra tonni e tartarughe
La più antica tonnara della Sicilia occidentale, sita su Punta Tipa, litorale nord di Trapani, in uno splendido scenario coronato dalle antiche mura a tramontana, dalle isole Egadi e da tramonti spettacolari. Attiva dal XVI sec. fino al 1961 nella pesca, lavorazione e conservazione del tonno, venne edificata attorno alla chiesetta dedicata al martire; la struttura è simile ad un baglio, avente due accessi, uno dalla casa padronale e uno per i lavoranti ed era fornita di un porticciolo naturale. La torre di avvistamento segnava il confine tra Trapani ed Erice. Nella Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata dai fascisti per insediamenti bellici. Oggi la tonnara è in abbandono. L'area è caratterizzata da rocce di calcarenite e duna con piante alofite protette e da un ecosistema ancora intatto, di recente scelto da tartarughe caretta-caretta per la deposizione delle uova: spettacolo emozionante è la loro schiusa nella spiaggia. Luogo con criticità. Le condizioni fatiscenti del sito non consentono la visione interna. La passeggiata si snoderà tra lo stabilimento e la scogliera.

Chiesa di Santo Stefano a Marsala
Il complesso edilizio, comprendente la chiesa ed il monastero di Santo Stefano, ricade in una vasta area del centro storico lilibetano, dove probabilmente sorgeva il palazzo degli antichi pretori romani, utilizzato poi dai Saraceni come sede del Governo. Nel XVI secolo venne acquistato dal nobile marsalese Stefano Frisella, che ristrutturò l’edificio e lo adibì a monastero per le Agostiniane Scalze, dove venne accolta la figlia Francesca. Il benefattore fece anche costruire la chiesa che dedicò al santo di cui portava il nome. L’interesse culturale e strategico della chiesa si esprime rispettivamente nella bellezza degli interni e anche nel fascino dei suoi sotterranei, dai quali parte un percorso che collega la vicina Chiesa dell’Itriella e che probabilmente in passato consentiva di raggiungere zone lontane della città. L'edificio appartiene al patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

Iniziative speciali: treno storico per la Valle dei Templi di Agrigento
Domenica 24 marzo l’ottocentesco impianto ferroviario torna a vivere come capolinea di una linea turistica, la “Ferrovia dei Templi”: visite guidate a bordo dei carrelli a motore e a pedale, mostre di cultura, storia e artigianato, aree street food. Itinerario del treno storico: partenza da Palermo Centrale alle ore 8 e arrivo a Porto Empedocle Centrale alle ore 11.35, ritorno da Porto Empedocle Centrale alle ore 18 e arrivo a Palermo Centrale ore 21(Adulto 20€ - Ragazzo 10€). Oltre al treno storico da Palermo, sarà possibile viaggiare tra la stazione di Porto Empedocle Centrale e la Valle dei Templi con prenotazione scrivendo al prenotazioni@fondazionefs.it. Sito restaurato e riqualificato grazie a fondi europei - Fondo europeo di sviluppo regionale.

Gli iscritti alla Fondazione, e chi si iscriverà al FAI in occasione della manifestazione, potranno godere di ingressi dedicati e accessi prioritari. Tra le aperture riservate agli iscritti:

ALCARA LI FUSI (Messina)
Convento di Santa Maria del Rogato 
Contrada Carbuncolo
Sabato: 10:00 - 12:00 / 15:00 - 16:30

CALTAGIRONE
Cripta della Chiesa di San Bonaventura
Largo della Croce 2
Sabato: 10:00 - 13:00 / 15:30 - 18:30
Domenica: 10:00 - 13:00 / 15:30 - 18:30

CATANIA
Chiesa di San Benedetto 
Via Teatro Greco 2
Sabato: 09:30 - 13:00 / 15:00 - 18:30         
Iniziative speciali: ore 18 concerto di canti sacri a cura del coro "Nuove dissonanze" di Bruna D'Amico.   
Domenica: 10:30 - 13:00 / 15:00 - 18:30         

CORLEONE (Palermo)
Cascata e Canyon delle Due Rocche
Sabato: 10:00 - 13:00
Domenica: 10:00 - 17:00

PALERMO
Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba
Via Vittorio Emanuele, 382
Domenica: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30).  

Per l’elenco completo delle aperture consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02/467615399. Invitiamo tutti a diffondere in rete la notizia di questo evento utilizzando l’hashtag #giornatefai.

IMPORTANTE: Prima di recarsi a visitare i luoghi è opportuno verificare sul sito web eventuali modifiche di orari di apertura, variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse o imprevisti e la possibile chiusura anticipata delle code a causa della grande affluenza di pubblico.

Il FAI Sicilia ringrazia Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, le Istituzioni Pubbliche e Private, i privati cittadini e tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, e poi le Delegazioni, Gruppi FAI, Gruppi FAI Giovanivolontari FAI, molti dei quali sono i mediatori artistico culturali di FAI ponte tra culture, e i volontari della Protezione Civile che con il loro lavoro capillare e la loro collaborazione rendono possibile l’evento. Ad affiancarli, nell’accogliere e guidare i visitatori, ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado che hanno scelto con i loro docenti di partecipare nell’anno scolastico a un progetto formativo di cittadinanza attiva, un’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996, che coinvolge ogni anno studenti felici di poter vivere e raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del loro territorio.

Alla scoperta della Lentini "di pietra"





Un viaggio nella roccia viva alla scoperta della più antica Lentini e una raccolta fondi per restaurare affreschi rupestri. E’ un’iniziativa volta a ridar lustro alle origini della città e a promuovere un territorio dimenticato quella promossa dai volontari lentinesi con l’intento di salvare il patrimonio storico, artistico e archeologico che rischia di scomparire. Associazioni e cittadini in campo per riscoprire il cuore di Lentini “città dalle nobili e antiche origini – dicono le guide turistiche Corinne Valenti e Italo Giordano - che, nonostante le tragiche vicissitudine che ne hanno sconvolto l’originario aspetto, conserva ancora oggi testimonianze tangibili del suo glorioso passato, incastonate da secoli nella roccia viva, in un movimentato scenario di ambienti ingrottati”. Ed è così che si dà vita a un’iniziativa “Lentini di pietra” che culminerà l 25 aprile con un tour a piedi tra i resti più nascosti e una raccolta di fondi da devolvere al comitato "Lentini nel cuore"  finalizzato al restauro degli affreschi della chiesa rupestre del Crocifisso già “adottata” dal Fai e riaperta al pubblico dopo decenni di oblio. In programma itinerari sotterranei, tra grotte e anfratti con preziosi dipinti nascosti tra le campagne lentinesi che narrano la storia della città dall’epoca greca all’XI secolo.

venerdì 23 novembre 2018

Latouche a Ragusa: "Il mondo è al punto del non ritorno"

Serge Latouche è un gigante del pensiero moderno. La sua presenza a Ragusa non poteva non attrarre i tantissimi che hanno letto i suoi libri o anche soltanto sentito parlare della cosiddetta “decrescita felice” che è il filone di pensiero del quale il filoso francese è iniziatore.
Con il filosofo ed economista parigino nella sala Ideal di Piazza Libertà anche Rosario Lo Bello, parroco della San Paolo Apostolo di Siracusa, prete quarantenne che ha da anni intrapreso serie e seguito battaglie ecologiste nella sensibilissima area del siracusano, che vuol dire Augusta e Melilli, le raffinerie e tutto quanto ne deriva.
La serata, organizzata e introdotta da Calogero Rizzuto, il Soprintendente di Ragusa, è servita a capire come non ci si può più chiedere se il cambiamento climatico e la distorta politica economica tipica del capitalismo spinto siano causa di chissà quali disastri. Si tratta invece di capire quali e quanti disastri, ritenuti inevitabili, saranno prossimi e certamente nel corso del secolo, posto che gli esperti prevedono un aumento minimo della temperatura media globale di almeno due gradi (altri, ancora più preoccupati, arrivano ad ipotizzare un tre o quattro gradi di aumento).
“Noi cristiani abbiamo a modello il Vangelo – ha spiegato Don Lo Bello – dove è contenuta la visione che Cristo aveva del Creato e della idea di vita terrestre che gli uomini e le donne dovrebbero, se si dicono cristiani, condurre. Non solo – aggiunge il parroco aretuseo – noi donne e uomini appartenenti alla chiesa cattolica abbiamo da qualche tempo anche una apposita enciclica, la “Laudato Si”, che Papa Francesco, primo pontefice nella storia, ha pubblicato proprio per richiamare tutti gli uomini, ed i cristiani in particolare, ad un maggiore rispetto per la natura, per il creato.”
“Da giovane ho lavorato come economista nel Laos – racconta il professor Latouche – dove incontrai uomini e donne che vivevano felici di poco, pochissimo. Sostanzialmente dle riso sufficiente per la vita e con la incontaminata natura attorno. A noi giovani economisti i maestri avevano insegnato che per lo sviluppo di una area apparentemente depressa come quella era necessario, semplicemente, creare un bisogno per poi provvedere a soddisfarlo ovviamente a fronte di un compenso, mettendo così in moto la macchina capitalistica, più o meno raffinata, più o meno evoluta. Adesso – continua l’accademico francese autore di svariati volumi, molti dei quali tradotti in italiano – quel metodo, quel modello è stato portato alla esasperazione, e il mondo tutto è probabilmente già ben oltre il punto di non ritorno”.
Preoccupante la conclusione di padre Lo Bello: “siamo arrivati al punto che dovendo necessariamente attendere una catastrofe, dobbiamo augurarci di subirne una seppure grandiosa ma non ancora apocalittica, così da far capire che tutti, ognuno per la propria parte, che la specie è a rischio per i nostri stessi comportamenti, non più sopportabili dal pianeta


lunedì 19 novembre 2018

L'arte sposa la bellezza a Nuoro


L'arte sposa il lusso e declina la bellezza in un'Isola ancora tutta da scoprire: la Sardegna. E' qui, a Nuoro, che il museo Etnografico ha aperto le sue porte a una manifestazione unica in Italia e giunta alla sua nona edizione. "Magie d'inverno" è il titolo dell'evento che, come ogni anno, riaccende i riflettori sulla Sardegna intesa come crocevia di cultura, d'arte e di meraviglia. Anche per questo, il 2018 è stato dedicato alla longevità intesa come vita da amare, da custodire e proteggere in armonia con la bellezza.

La manifestazione, organizzata impeccabilmente da Rosas 1945, si è svolta a Nuoro tra le sale del Museo Etnografico Sardo trasformate in un luogo aperto a tutti dove curiosi, appassionati e studiosi si sono dati appuntamento.
Un evento del lusso in stretta collaborazione con le griffe più note del
mondo del prestigio e dell’eleganza: Cartier, IWC, Gucci Timepieces, Longines,
Montblanc, Hamilton, Locman, Armani, Mido, Michael Kors, Tissot, Swatch, Vetta e
Breil per l’orologeria, Pomellato, Gucci Jewelry, DoDo, Salvini, Mikimoto, MiMì,
Pandora, Quaglia, Miluna, Recarlo, Utopia e Pesavento per la gioielleria. Grande
novità da quattro edizioni a questa parte, a seguito del coinvolgimento del concept
store Casa Rosas, la presenza di grandi marchi dell’oggettistica, dell’arredamento e
della grande cucina come Venini, Villeroy & Boch, Richard Ginori, Alessi, Carlo
Moretti, Lagostina, Rosenthal, Wedgwood, Moser e la prestigiosa argenteria
Christofle di cui Rosas 1945 è concessionaria unica per tutta la Sardegna. Da
quest’anno, inoltre, è concessionaria di Poltrona Frau, i cui prodotti sono stati esposti
per la prima volta in occasione di Magie d’Inverno.
Quarantanove gli espositori e addirittura cento i brand coinvolti in totale.

La longevità

Caratteristica precipua dei sardi, quest’anno le è stata dedicata l’area convegnistica di
Magie d’Inverno, che, pur incentrata sul mondo del prestigio e dell’eleganza, è anche
una delle principali ambasciatrici della cultura e delle tradizioni sarde in Italia e
all’estero, favorisce un’importante ricaduta nella domanda dei prodotti locali e
valorizza il meglio dell’imprenditoria sarda fungendo da punto di riferimento
culturale. È parso dunque naturale far convergere su questo magnifico primato sardo
la pole position fra i temi in discussione nell’ambito dei convegni collaterali all’area
espositiva.
Sono intervenuti ospiti d’eccezione: i due centenari più anziani di
Sardegna: Gaspare Mele (107 anni) e Innassia Mula (105). In un convegno
moderato dal giornalista Antonio Rojch, i Professori Luca Deiana (ordinario di
Chimica e Biologia Molecolare all’università di Sassari) e Mario Pirastu (presidente
del Parco dell’Ogliastra) hanno fornito adeguata analisi del fenomeno.
I centenari nel mondo sono quasi soltanto donne: per ogni uomo che raggiunge il
secolo di vita ci sono quasi cinque donne (4,8 per la precisione) che fanno altrettanto.

La Sardegna fa storia a sé: laddove la media mondiale è di sei centenari ogni
centomila persone, qui la media è ben 22 su centomila. Addirittura è sardo l’uomo
che ha vissuto più a lungo nella storia dell’umanità (almeno fra quelli certificati nero
su bianco dalle anagrafi): nato nel 1718, in pieno ancient régime, morì nel 1842,
l’anno di uscita dei Promessi Sposi, a ben 124 anni! Seconda classificata nella storia
anagrafica del genere umano è una francese, spentasi a 122 anni.
La Sardegna batte tutti anche sotto il profilo dei “supercentenari”, ossia di quanti
raggiungono e superano i 110 anni: nella storia dell’isola se ne contano ben venti, e
la tendenza alla longevità è attestata sin dai tempi antichi.
Qual è il segreto di questa così dirompente attitudine a vivere a lungo?
«Fondamentale è la genetica», afferma Deiana. «Chi ha centenari in famiglia ha
cinque anni in più di aspettativa di vita». «Diventare centenari significa avere una
protezione genetica contro le malattie vascolari», aggiunge il Professor Gavino
Casu, direttore cardiologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro.

Magie d’Inverno

La manifestazione ha ospitato numerosi convegni, due dei quali a cura dell’attore
Gianluca Medas: una sulle tradizioni sarde e una sui murales di Orgosolo. C’è poi
stata una seguitissima prolusione dell’educatore Lorenzo Braina (musiche di Donato
Cancedda), uno spettacolo musicale di Gavino Murgia con un docu-film di
Ferruccio Goia, una presentazione dei libri dello scrittore emergente Stefano Ferri e
un’esibizione dell’orchestra del Liceo delle Scienze Umane e Musicale Sebastiano
Satta. Ha parlato anche il direttore de La Nuova Sardegna Antonio Di Rosa.
A conclusione dell’evento, si è esibito il coro di voci bianche dei Centri di ascolto Uil
Mobbing e Stalking contro tutte le violenze, composto da bambini di diverse
nazionalità, che hanno presentato il CD “Canti di Magie”, realizzato grazie
all’interessamento di Fabio Rosas, ideatore e organizzatore di Magie d’Inverno
insieme al figlio Marco. Il ricavato sarà interamente devoluto al Centro Antiviolenza
del territorio, per tendere una mano solidale ai minori maltrattati, abusati fisicamente
e psicologicamente. Era presente la Responsabile regionale di questi Centri,
Marilena Pintore.
Infine lo spettacolo Bianco e nero, i volti della longevità, diretto da Lorenzo Fasolo
per la fotografia di Luigi Corda e le musiche di Beppe Dettori.

Dichiarazioni
Francesco Nieddu (responsabile commerciale OjSolutions): «Magie d’Inverno è una
grande opportunità e siamo lieti di averla colta: abbiamo contattato molte aziende e
numerosi imprenditori coi quali avvieremo una collaborazione. E’ un marketplace di
primo livello per chi vuole avviare o, nel nostro caso, estendere il proprio business».
Andrea Moschini (direttore vendite nazionale Recarlo): «Conosco Fabio Rosas da
anni e non è la prima volta che partecipo alle sue iniziative. Con Recarlo quest’anno
abbiamo aderito con piacere anche per presentare alcune importanti novità.
L’organizzazione è stata persino al di sopra delle aspettative, e sottolineo il
meraviglioso contrasto con la location: cultura antica e moderna che incontra il
territorio in un unicum di continuità. Davvero magnifico! Replicheremo sicuramente
fra due anni».
Giuseppe Matteo Pirisi (presidente Istituto Superiore Regionale Etnografico):
«Ormai Magie d’Inverno è un classico nei nostri spazi (il Museo Etnografico è gestito
dall’ISRE e questa è la terza edizione dell’evento che si tiene qui, ndr), e ne siamo
lieti perché, come ho detto anche altre volte, la cultura che esprimiamo attraverso i
nostri reperti e i nostri costumi antichi è la stessa che esprimono i brand espositori coi
loro prodotti: la bellezza del passato e quella del presente si fondono su un proscenio
unico al mondo come la Sardegna».

Dichiarazione di Fabio Rosas, titolare di Rosas 1945 e ideatore di Magie
d’Inverno
«Con la nona edizione appena conclusa registro commosso un crescendo di
aspettative, entusiasmo, coinvolgimento umano e imprenditoriale in questa creazione
che oggi porto avanti con mio figlio Marco, mia nuora Arjola e mia moglie Piera. In
due giorni ho visto transitare imprenditori, brand, acquirenti, visitatori, migliaia di
persone ma soprattutto amici. Credo che il successo della formula di Magie
d’Inverno, al di là dello stesso immenso valore dei marchi coinvolti, sia dato proprio
da questo: qui ci sono amici. Un grande patrimonio umano, assai raro nel suo
insieme. E poi, c’è tutta la Sardegna, la mia terra coi suoi valori, che finalmente
valicano il mare e arrivano ovunque, non solo nella penisola».


Rosas 1945 è una delle principali gioiellerie italiane. Aperta nel 1999 da Fabio Rosas e da sua
moglie Piera, ha origini lontane nel tempo. L’inizio dell’attività della famiglia si deve infatti al
nonno paterno, che fondò l’azienda nel 1920. Nel 1945 (anno presente nella ragione sociale proprio
per celebrare questo evento) il figlio Antonio, stabilitosi a Nuoro, segue le orme del padre e apre un
proprio punto vendita. Oggi è Fabio, figlio di Antonio, a continuare, insieme al proprio figlio Marco
e alla moglie di questi, Arjola, la tradizione familiare, improntando il successo alla passione e alla
professionalità sviluppata nell'arco di queste generazioni, coadiuvati in questa missione dalla
moglie di Fabio, Piera.
Rosas 1945 è concessionaria di importanti marchi di gioielleria quali Mikimoto, Cielo
Venezia1270, DoDo, MiMì, Pomellato, Gucci Jewelry, Quaglia, Salvini, Pandora, Mattioli Utopia.
Tra le maison di orologi ricordiamo Cartier, Hamilton, IWC, Gucci Timepieces, Montblanc,
TagHeuer, Vetta, Zenith, Longines, Tissot, Swatch.
Ad affiancare l’offerta della gioielleria è nato nel 2011 Casa Rosas, un concept store dedicato
all’oggettistica d’arredo, alla cucina e alle liste nozze con grandi marchi come Baccarat, Venini,
Gabbiani, Lladrò, Lalique, Pampaloni, Messulam, Christofle, Richard Ginori, Villeroy & Boch,
Alessi, Carlo Moretti, Lagostina, Kitchen Aid, Coltellerie Berti.
L’azienda, inoltre, è da sempre impegnata nell'organizzazione di manifestazioni ed eventi
importanti legati alla propria attività promozionale. Numerose sono infatti le iniziative concepite
per presentare alla clientela collezioni nuove ed esclusive, oltre che per diffondere la cultura del
gioiello e dell'orologio, far conoscere il gusto squisito e raffinato di creazioni uniche ed esaltare il
legame con il territorio, delle cui tradizioni tutti i prodotti locali – inclusi quelli di lusso – si
nutrono.

venerdì 26 ottobre 2018

Montalbano Elicona e l'Unesco, nuovo turismo


Conferenza mondiale Icham Icomosa Montalbano Elicona: 
le istituzioni Unesco e regionali ottimiste sulla candidatura dell’Argimusco a sito patrimonio dell’umanità. Il presidente nazionale dell’Icham (Comitato scientifico internazionale per la gestione del patrimonio archeologico) John Peterson assicura: Sicuramente lo diventerà, il sito è eccezionale. L’iter burocratico è lungo ma sono ottimista”. RaymonBondin, componente commissione nazionale Unesco Malta: “Queste rocce dell’altopiano sono un evidente patrimonio dell’umanità”. L’assessore regionale ai beni Culturali Sebastiano Tusa: “E’ molto importante anche dal punto di vista storico culturale”

Posso dire con sicurezza che sicuramente il sito dell’Argimusco di Montalbano Elicona merita di essere inserito nei siti dell’Unesco perché è eccezionale. Il nostro compitocome Icham e Icomos è quello di valutare il sito dal punto di vista scientifico, e quello che abbiamo notato visitando il luogo in questi giorni  è incredibile.In seguito,prima di diventare patrimonio dell’umanità,si dovrà seguire tutto l’iter burocratico previsto in questicasi,ma sono ottimista”. A dirlo che John Petersonpresidente Icham(Comitato scientifico internazionale per la gestione del patrimonio archeologico)durante la  giornata inaugurale del meeting mondiale patrocinato dall’Unesco  al Castello di  Montalbano  Elicona  promosso dell’Icahm (e dall’Icomos (comitato scientifico della commissione Unesco). All’evento hanno partecipato  partecipazione studiosi di 32 Paesi del mondo.  Fino al 28 ottobre gli  studiosi analizzeranno e discuteranno sull’Argimusco per poi valutare se inserirlo nella lista dei siti  che possono essere candidati a diventare patrimonio dell’umanità. ”Ci sono delle caratteristiche del sito che sono uniche – prosegue Peterson -. Abbiamo trovato dell’ossidiana , quindi si può ipotizzare che il sito esistesse già nel periodo paleolitico e in quello neolitico. Si presume poi da alcuni insediamenti presenti, che i popoli e le civiltà che si sono susseguite in Sicilia, abbiano visitato il luogo. Inoltre un’altra caratteristica interessante del  posto dal punto di vista climatico e del ambientale e l’abbondanza  di acqua e sorgenti e questo  fa ben sperare sulla sostenibilità nel lungo periodo del territorio. L’Argimusco ha anche un panorama fantasticosull’Etna, anch’esso patrimonio dell’umanità  ed ha delle rocce incredibili per grandezza e forma, che risalgono a migliaia di anni di fa. Un posto  che continueremo a studiare nei prossimi mesi perché ci sono tante caratteristiche che ci attraggono”.“Abbiamo deciso – conclude Peterson - di svolgere qui la conferenza mondiale Icham- Icoimos  per la bellezza di Montalbano e dell’Argimuscoche  sono  posti unici e difatti, non è stato complicato convincere l’organizzazione ad optare per questa scelta”.
D’accordo anche RaymonBondincomponente della commissione nazionale Unesco Malta: “Sono innamorato di questo sito e da tre anni sto cercando di muovere l’interesse delle istituzioni per farlo riconoscere intanto dalla regione Sicilia come sito di interesse paesaggistico culturale. Ho portato oggi qui i più noti  archeologi e studiosi del mondo, che sono rimasti meravigliati dall’importanza di queste rocce sicuramente da considerare come patrimonio mondiale dell’umanità. Sono uniche per grandezza in tutta Europa, e questo è già un primato che dobbiamo valorizzare. Questo è un importante sito non solo per  MontalabanoElicon,a ma per tutto il territorio dei Nebrodi. L’Argimusco possiede quei valori universali che l’Unesco considera fondamentali quando deve fare delle sclete. L’iter burocratico per far diventare il sito patrimonio Unesco odura circa due anni, :dopo che sarà riconosciuto dalla soprintendenza e dalla regione come sito d’interesse paesaggistico  culturale e avrà un vincolo si farà il primo dossier per metterlo nella lista d’attesa dell’Unesco. Sarà poi passerà il comitato nazionale Unesco a valutarlo e poi  tramite il ministero della Cultura sarà presentato all’Unesco a Parigi per avere il riconoscimento”.
Le peculiarità dell’Argimusco  state illustrate agli altri studiosi da Andrea Orlando astro-archeologo,tra i primi  ad analizzare il sito  che ha spiegato: “La prima volta che ho visto l’Argimuscomi ha rapito per la sua bellezza,  e da qui ho iniziato ad occuparmene dal 2010. Gli scienziati che in questi giorni lo hanno visitato,  sono rimasti estasiati dal luogo per il paesaggio tra l’Etna, l’arcipelago delle Eolie, la Rocca Novara e i monti Nebrodi. La grandezza di queste rocce li ha poi impressionati quindi sono contenti di attivare nei prossimi mesi  uno studio multidisciplinare, e torneranno per fare  analisi con geo radar quindi con tecniche di geofisica e geo elettrica. Inoltre, con dei droni multispettrali mapperanno il territorio  utilizzando tecnologie non invasive e all’avanguardia”. E presto per confermare alcune tesi ma dai frammenti trovati la frequentazione preistorica è certa. Ci sono anche reperti ceramici tipici dell’età greco ellenistica. In quelperiodo l’Argimusco faceva parte della città ellenica di Abacainon della quale i resti sono stati trovati a Tripi. Sulle particolari forme delle rocce del sito è difficile ci sia la mano dell’uomo  poiché essendo dipietra arenaria è l’azione della natura le ha modellate nei millenni. In alcune rocce, tuttavia come la vasca intagliata sulla sommità di una pietra dell’acqua, in quella definita dei sette scalini, nella tomba a grotticella, nel palmento rupestre,  troviamo attività antropica quindi la frequentazione dell’uomo è certa. Dal punto di vista astronomico l’ipotesi più accreditata è quella dell’astronomia degli orizzonti, perché dall’Argimuscosi può osservare la Rocca Novara che indica l’est geografico quindi in prossimitàdegli equinozisi può osservare il sole che sorge in prossimità della Rocca e questo fornisce informazioni sull’alternanza delle stagioni e aiuta nelle pratiche agricole e religiose dal neolitico in poi. Non c’è invece una corrispondenza tra costellazioni e perché le rocce sono naturali e sono stateposizionate dalla natura”
.“Si tratta di un sito bellissimo – ha detto anche l’assessore ai Beni culturali e all’identità sicilianaSebastiano Tusa –. Noi siamo orgogliosi di avere in Sicilia il numero di siti maggiore  patrimonio dell’Unesco e anche questo potrebbe diventarlo, soprattutto per l’importanza storica del luogo crocevia di eventi di grande rilevanza e per la bellezza del sito. Noi come Regione faremo quanto necessario e lo inseriremo sicuramente tra i siti da evidenziare e valorizzare per diventare patrimonio Unesco””. Soddisfatto il sindaco di Montalbano Elicona LucianoTaranto che ha evidenziato: “Siamo fieri di avere qui questi importanti studiosi mondiali, da anni abbiamo chiesto di attenzionare l’Argimusco e siamo fiduciosi che queste rocce antropomorfe  uniche al mondo possano diventare patrimonio  di tutto il mondo. Sono anche molto felice della presenza delle istituzioni regionali che sono certo daranno massimo risalto a questo evento e al sito e sono orgoglioso per la presenza di diversi sindaci del comprensorio, perché si deve fare rete e sono sicuro che se l’Argimusco diventerà sito patrimonio dell’umanità arriverà un turismo di grande spessore culturale non solo per Montalbano per tutto il comprensorio”. Anchel’organizzatrice dell’evento Ermina De Francescoè entusiasta e ha rimarcato: “Non è stato facile organizzare questo evento mondiale con la presenza di numerosi studiosi e autorità da tutto il mondo, in questa occasione hanno potuto conoscere meglio Montalbano Elicona e tutto il comprensorio, e le stupende tradizioni culturali e enogastronomiche. Un apporto importante all’evento è stato dato anche dalla Confcommercio di Messina e dalla istituto Antonello Messina. La Confcommercio inparticolare ha potuto esporre i prodotti tipici locali del territorio che sono stai messi in mostra e valorizzati e sono stati molto  apprezzati dai partecipanti da tutto il mondo”.Durante la prima giornata si è discusso anche di “Messina e la sua Città Metropolitana: arte, artigiani ed eccellenze” e sono inaugurate  due mostre (curatori: Alessandro La Motta e Fulvia Toscano): “Lighea”, un tributo a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de “Il Gattopardo” e “Tradurre la Bellezza”, dedicato alla traduzione delle poesie Greche da parte di Salvatore Quasimodo”. A Palazzo Todaro per l’occasione il 26, 27 e 28 ottobre è stato allestito uno shopping pointdi prodotti tipici del territorio, con tutte le eccellenze enogastronomiche siciliane.