giovedì 15 agosto 2019

Pseudo-Sofocle, ecco il suo volto

Lo Pseudo Sofocle ha un volto
La ricostruzione realizzata dal Fapab con il brasiliano Cicero Moraes


L’antico uomo greco, ribattezzato lo Pseudo-Sofocle, ha un volto. E’ il nuovo,grande risultato del Fapab Research Center, il centro di ricerca internazionale di Avola dedicato allo studio dell’antropologia forense, della paleopatologia e della bioarcheologia.
Alcune settimane fa il Centro avolese aveva infatti scoperto che il cranio precedentemente attribuito al tragediografo greco Sofocle rappresentava in realtà un clamoroso falso. Lo studio del Fapab aveva dimostrato come il cranio appartenesse a un individuo adulto ma di certo non morto alla veneranda età (90 anni) di Sofocle. Veniva così smontata l’antica teoria avallata dal suo scopritore, il danese Ludwig Münter, e mai veramente sconfessata dal grande patologo tedesco Rudolph Virchow nel 1893. La ricerca aveva anche individuato in un trauma cranico la verosimile causa di morte dell’uomo in questione e aveva presentato una sua prima approssimazione facciale forense. Ma oggi, dopo l’approssimazione facciale eseguita dall’archeologo Michael Habicht (Flinders University e coautore dello studio), e grazie alla collaborazione con l’esperto artista forense brasiliano Cicero Moraes, si è riusciti a ottenere il vero volto di questo individuo.
“L’applicazione delle tecniche scientifiche più all’avanguardia, sempre nel rispetto delle discipline storiche e archeologiche, ci permette di acclarare aspetti controversi della nostra storia” commenta il professor Francesco Maria Galassi, direttore del Fapab e paleopatologo dell’australiana Flinders University. Il celebre studioso aggiunge: “Siamo molto soddisfatti di questo nuovo, importante risultato scientifico e dell’alto livello di coordinazione raggiunto fra discipline diverse e spesso non dialoganti tra loro”.

Un sentimento condiviso dal vicedirettore del Fapab, la bioarcheologa e antropologa forense Elena Varotto, autrice principale, solo pochi mesi fa, della fondamentale scoperta di un antichissimo caso di tumore benigno ritenuto inesistente nel mondo antico. “Avola e il suo territorio - commenta - offrono grandissime opportunità culturali e un continuo stimolo allo studio e alla ricerca. Per questo a una progettualità soprattutto scientifica stiamo affiancando e affiancheremo sempre più una serie di eventi divulgativi rivolti alla cittadinanza e, più in generale, alla Sicilia”.

lunedì 12 agosto 2019

Il mito di Dedalo e Icaro rivive a Sant'Angelo Muxaro

Da ieri la Piazza Umberto del piccolo borgo sicano, è divenuta lo scenario del mito di Dedalo e Icaro. Una rappresentazione artistica forte del momento in cui Dedalo, ancora in volo, osserva la caduta del figlio Icaro. L’istallazione è stata resa possibile grazie agli artisti Salvatore Rizzuti e Carmelo Navarra che hanno voluto donare per la durata dell’ “Estate Santangelese” le loro opere.

Le due sculture, site una di fronte all’altra, sembrano guardarsi e dare nuova vita al mito e alla sua storia.
Nella sua caduta, Icaro sembra rialzarsi verso il padre e Dedalo sembra incitare il figlio ancora una volta ad alzarsi in volo.

Un buon auspicio per Sant’Angelo Muxaro, piccolo paese dell’entroterra siciliano, guidato dalla giovane e dinamica Amministrazione del Sindaco Tirrito, che ospita così storia, mito e cultura in un’unica formula.

A Siracusa "brucia" il fuoco di Olimpia nel nome di Concetto Lo Bello

Il prossimo anno ricorrerà il 60/mo anniversario della disputa dei Giochi Olimpici a Roma. In quell’anno, il 18 agosto 1960, la Fiaccola Olimpica fece il suo approdo in terra italiana proprio a Siracusa avendo nell’indimenticato Concetto Lo Bello il suo primo tedoforo. 

Nel segno e nel ricordo di quel memorabile giorno, l’associazione che porta il nome di Concetto Lo Bello promuove un appuntamento che avrà quest’anno - nella sola giornata di sabato 17 agosto - un prologo in vista della manifestazione celebrativa dell’estate 2020 per ricordare solennemente quel 18 agosto 1960 e che, con una serie di appuntamenti che sono al momento in via di definizione, arrivi sino al 9 settembre giorno in cui – nel 1991 – si spense Concetto Lo Bello. Si tratterà di oltre venti giorni che verranno scanditi da una serie di appuntamenti - alcuni pure con la partecipazione di personalità del mondo dello sport (ma non solo) anche di caratura internazionale - che avranno come unico filo conduttore il rapporto tra Siracusa e l’Olimpiade declinato nelle sue diverse sfaccettature. Particolare spazio sarà, ovviamente, data alla figura di Concetto Lo Bello grazie all’opera del quale, in più e diversi ambiti, Siracusa sportiva ha conosciuto momenti di straordinaria crescita. 
La prima tappa lungo questo cammino che durerà oltre un anno è in programma sabato 17 agosto 2019, a partire dalle 18,30, nello spazio esterno della sede dei Mezzi Nautici della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera  (alla “Marina”) di Siracusa dove si trova la copia del Tripode Olimpico utilizzato nel 1960. Qui sarà allestita una mostra fotografica che farà ripercorrere visivamente al pubblico quel 18 agosto 1960. La manifestazione prevede anche gli interventi di esponenti delle istituzioni e di alcuni testimoni di quel giorno di cinquantanove anni fa, la lettura recitata di alcuni passi delle cronache dell’epoca,  e culminerà con l’approdo di una unità della Guardia Costiera da bordo della quale scenderà un tedoforo d’eccezione che riaccenderà in maniera simbolica il fuoco di Olimpia in terra di Siracusa.

Valle dei Templi, proposta di matrimonio davanti agli dei

Una proposta di matrimonio dinanzi a dee e dei. E a oltre 700 spettatori. All’alba. Certo non si può dire che sia stata una sortita per pochi intimi, ma Daniele e Valentina se la ricorderanno per un pezzo. Lui inginocchiato, lei ride ma poi capisce che fa sul serio: perché dinanzi a Zeus, Era, Hermes e Afrodite, è molto romantico, certo ma c’è poco da scherzare. E’ successo poche ore fa, durante l’ALBA alla Valle dei Templi. 

Siamo verso la fine dello spettacolo, il pubblico che è entrato mentre la Valle è ancora immersa nel buio, ha seguito gli dei che hanno accompagnato il risveglio, sbucando da reperti, cespugli, avvallamenti. Gli spettatori sono felici, scattano foto e selfie, ascoltano il racconto: sono sempre di più, la visita sensoriale teatralizzata all’alba, nella Valle dei Templi è ormai diventata un must della stagione estiva siciliana. Ma è alla fine dello spettacolo, quando ormai il sole è spuntato, c’è la sorpresa: Daniele Rosapinta, che oltre a curare i social del Parco, realizza le foto e i video, affida ad un amico la macchina fotografica e si inginocchia davanti alla fidanzata Valentina Basile per regalarle l'anello. Gli spettatori – italiani e tantissimi stranieri - sul momento pensano sia un'altra performance ma poi capiscono, li circondano e applaudono. E con loro, tutti gli dei. La prossima visita teatralizzata alla Valle sarà domenica 18 agosto, poi il 25 e la prima domenica di settembre.

Taormina, l'arte moderna in mostra al Teatro antico

Fino alla fine di settembre, l’aula d’ingresso occidentale (versura) del Teatro Antico di Taormina, ospita un’opera dello scultore Giacomo Rizzo inclusa nella mostra diffusa “Memorie ctònie”. Si tratta della matrice in gesso di “Respiro” (2014), appartenente al ciclo produttivo definito dall’autore “Inner Sculpture” (scultura interiore): sintesi materica tra la superficie di un luogo naturale - una roccia, un terreno, un albero su cui l’artista imprime uno “strappo” con la sua personale tecnica scultorea - e l’interiorità di quel luogo, con la sua storia e la sua identità stratificatesi nel tempo e divenute memoria condivisa tra abitanti e territorio. Nella versione in resina, l’opera al teatro di Taormina fa parte della collezione permanente del “Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Riso” di Palermo e ripercorre gli strati materici della vetta più alta di Monte Pellegrino, la montagna sacra del capoluogo siciliano.

Leggère come origami, simili a fogli di carta stropicciati che frantumano il piano in mille superfici scolpite dalla luce, le opere del ciclo “Inner Sculpture” di Rizzo si esprimono con una tecnica innovativa, lirica e sapiente al tempo stesso. Spiega la curatrice Alba Romano Pace: “Lo strappo di Rizzo porta con sé i segni del caso, del gesto, del tempo, come un’epidermide diventa la matrice dell’opera. Giacomo Rizzo apre una nuova prospettiva dell’arte: quella del dare fisicità alla memoria, alla psiche, all’invisibile, alla poesia”. L’autore aggiunge: “Sono il risultato di un’intensa empatia con il paesaggio nel quale mi trovo a lavorare. La mia arte mi porta in luoghi simbolici, impregnati di storie o leggende che, attraverso l’organicità della materia, attraggono la mia attenzione. La mia volontà è quella di costruire una mappa emozionale che sia una geografia della mente e del cuore”.
Con l’opera “Respiro” nel Teatro Antico di Taormina – sito del Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano - Rizzo crea un dialogo tra archeologia e arte contemporanea. Sindone della montagna “icona” di Palermo, l'opera si integra perfettamente nel paesaggio delle rovine classiche e ricorda allo spettatore l'eternità dell'arte e la circolarità della creazione umana immersa nella natura. Valeria Li Vigni, direttrice del Museo Riso e ideatrice della mostra, dichiara: “ ‘Memorie ctònie’ lega il lavoro del maestro Giacomo Rizzo alla ricerca di una natura intatta in contrapposizione a quella sempre più degradata che è sotto i nostri occhi. Il suo lavoro di strappo dalle cime più impervie o dalle grotte più nascoste sottopone al nostro sguardo una dialettica dinamica tra archeologia e contemporaneo. Una testimonianza di quanto abbiamo perduto e quanto ancora possiamo tutelare per la salvaguardia del nostro ambiente”.

mercoledì 20 marzo 2019

Noto, l'Infiorata "sbarca" in America



Dopo il fascino del Principato di Monaco e il mistero della Cina, quest’anno l’Infiorata di Noto è dedicata ai siciliani nel mondo e sbarca in America. A loro è dedicata la 40° edizione della manifestazione che trasforma via Nicolaci in un grande quadro di fiori. In particolare, saranno protagonisti i siciliani che vivono in Canada e negli Stati uniti e che, da immigrati, sono contraddistinti da storie di successo.


L’intento dell’amministrazione di Noto è di dar vita a un metaforico “bentornati” nei confronti di coloro che hanno lasciato la Sicilia per trovare fortuna in America, ma anche una riflessione sul tema dell’immigrazione per ricomporre memorie individuali e di comunità, storie normali ed eccezionali, passato e avanguardia dell’essere “I Siciliani in America”.

Ieri è stato il giorno del taglio del nastro a Casa America, nella Sala Gagliardi di Palazzo Trigona,
allestita dagli studenti dell’Accademia Belle Arti di Catania.
Tra i tanti appuntamenti in programma oggi (consultabili sulle pagine social del Comune di Noto e
sul sito istituzionale www.comune.noto.sr.it), da segnalare alle 10, l’inaugurazione in via Galileo
Galileo, della mostra dedicata ai manifesti delle 40 edizioni dell’Infiorata. Alle 12, invece, è in
programma il Gran Galà della 40^ edizione dell’Infiorata: al Teatro Tina Di Lorenzo saranno
premiati gli infioratori che anche quest’anno si sono impegnati con dedizione e amore per la loro
città in via Nicolaci realizzando i 16 bozzetti.
In piazza XVI Maggio prosegue il Pop Up Market mentre in piazza Municipio sono stati allestiti
gli stand delle Forze dell’Ordine.
Domani sarà il giorno della sfilata in abiti d’epoca a cura dell’associazione Corteo Barocco,
trasmessa in diretta dalle 15 su Tgs (canale 15 del d.t. per la Sicilia), su Rtp Messina (canali 517 e.
646 del d. t. per Messina e la Calabria) e su Viva L’Italia Channel (canale 875 e 879 di Sky), con la
conduzione di Salvo La Rosa e Aurora Fiorenza. E’ possibile seguire la diretta anche su
www.gds.it, www.gazzettadelsud.it e www.rtptv.it.
Alle 21, in piazza Municipio, lo spettacolo di suoni, danza e luci che chiuderà la 40^ Infiorata di
Noto.





La Sortino che non ti aspetti

Sortino dirutaquartieri e strade della città sepolta
Percorrendo le antiche mulattiere che si snodano sinuose e lente lungo le pendici del colle Aita, ci si trova ad un crocevia di storia che abbraccia, in un colpo d’occhio, un arco temporale che supera i tre millenni. In questi luoghi dalla natura amena e dalla pietra bianca, scolpita dalla fatica dell’uomo, sorgeva l’antico abitato di Sortino, una perla incastonata tra le possenti pietre di Pantalica e il monte, un centro rigoglioso circondato da fiumi, torrenti e boschi, che prosperò fino al 1693, quando fu raso al suolo dal disastroso terremoto che colpì tutto il Val di Noto. Dopo il sisma, la nuova città fu edificata sul pianoro soprastante dove tutt’ora esiste, ma il sito non fu mai completamente abbandonato e sono molti i resti della città medievale che ancora oggi si possono ammirare, inseriti in un contesto paesaggistico di notevole valore. La Sortino Diruta si trova incastonata tra la Sortino “Nuova” e la riserva Naturale Orientata della Valle dell’Anapo.


122 luoghi da scoprire e riscoprire in Sicilia per le Giornate FAI di primavera










27ª EDIZIONE
GIORNATE FAI DI PRIMAVERA IN SICILIA
Evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta pubblica di fondi

Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019
Apertura straordinaria di 122 siti in 45 località della Sicilia


Lo splendido paradosso della bellezza italiana è l’essere insieme quotidiana e straordinaria, a volte sontuosa ed esplicita, altre nascosta e ferita, ma sempre così profondamente nostra da definire chi siamo e ricordarci gli innumerevoli intrecci che hanno tessuto le nostre origini, lasciando impronte nel nostro patrimonio culturale quasi fossero indizi. Sabato 23 e domenica 24 marzo 2019 il FAI – Fondo Ambiente Italiano invita tutti a partecipare alle Giornate FAI di Primavera per guardare l’Italia come non abbiamo mai fatto prima e costruire un ideale Ponte tra culture che ci farà viaggiare in tutto il mondo.

Giunta ormai alla 27ª edizione, la manifestazione si è trasformata in una grandiosa festa mobile per un pubblico vastissimo, che attende ogni anno di partecipare a questa straordinaria cerimonia collettiva, appuntamento irripetibile del nostro panorama culturale che a partire dal 1993 ha appassionato quasi 11 milioni di visitatori.

Per l’edizione di quest’anno il FAI Sicilia aprirà 122 luoghi in 45 località, grazie alla spinta organizzativa delle 8 Delegazioni FAI siciliane (insieme ai 10 Gruppi e 6 Gruppi Giovani) e grazie ai 1.700 Apprendisti Ciceroni che accompagneranno i visitatori a specchiarsi nella stupefacente varietà della regione, aprendo luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend, durante il quale sarà possibile sostenere la Fondazione con un contributo facoltativo o con l’iscrizione.

“Per le Giornate Fai di Primavera in Sicilia – afferma Giuseppe Taibi, Presidente FAI regionale – apriremo luoghi di bellezza che illustreremo grazie all’aiuto degli Apprendisti Ciceroni. Una grande festa alla quale tutti sono invitati a partecipare, anche con l’iscrizione alla Fondazione, per valorizzare insieme il nostro grande patrimonio storico-artistico e paesaggistico. La novità di quest'anno sarà il progetto FAI ponte tra culture che si propone di raccontare, con volontari di origine non italiana, le diverse influenze culturali straniere disseminate in molti dei beni che apriremo. Inoltre le Giornate FAI di Primavera 2019 – conclude Taibi - guardano all'Europa in quanto la Commissione Europea partecipa facendo conoscere i beni italiani che, grazie ai finanziamenti europei, diventano nuovamente accessibili ai cittadini. Quelli siciliani sono: il Porto di Ponto Empedocle, il Giardino Botanico di Agrigento, il Museo naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono e la Chiesa di Casa Professa a Palermo”.

Per il 2019 la novità sarà appunto il progetto FAI ponte tra culture, che si propone di porre l’attenzione su quei luoghi che testimoniano la ricchezza derivata dall’incontro e dalla fusione tra la nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici, americani e africani. Ecco perché in alcuni di questi siti le visite saranno curate dai volontari di origine straniera che racconteranno gli aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza che, a contatto con la nostra, ha contribuito a dar vita al nostro patrimonio. Ne sono un esempio: il giardino di Villa Genuardi ad Agrigento con influenze dell’Asia e del Sud America; le Latomie dei Niccolini a Marsala utilizzate da gruppi appartenenti a religioni diverse; Piazza Sett'Angeli a Palermo con influssi punici, romani e arabo-normanni; a Catania la Cappella Bonajuto superstite dell’epoca bizantina e la Villa Comunale di Taormina con il giardino all’inglese.

Il catalogo dei beni visitabili durante le Giornate FAI di Primavera raccoglie una proposta così varia e originale che è impossibile da sintetizzare. Ne segnaliamo alcuni:

DELEGAZIONE DI ENNA
Santuario del SS. Crocifisso di Papardura: nell’ameno sito di Papardura, lungo le pendici di Enna sorge il Santuario edificato a seguito della venerazione popolare scaturita dopo il rinvenimento nel 1659 di una sacra immagine. Ogni anno, il 14 settembre, si celebra la solennizzazione della Esaltazione della Croce ovvero la sua esposizione da parte del sacerdote ai fedeli. La festa organizzata dai “Procuratori” presenta ancora oggi elementi arcaici e suscita una grande devozione popolare. La chiesa presenta decorazioni e stucchi eseguiti su disegni del Serpotta ed è ornata da pregevoli quadri e paliotti d'altare.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.

Granfonte di Leonforte
Uno dei monumenti principali di Leonforte. Costruita nel XVII secolo dal principe Placido Branciforti, fondatore del paese, sui resti di una antica fontana araba chiamata “Fonte di Tavi”, costituiva il luogo abituale di riunione della popolazione e, con le sue ventiquattro cannelle, anche l’abbeveratoio pubblico. Questa maestosa fontana monumentale è in stile barocco. Il prospetto presenta una serie di altorilievi con mascheroni e puttini. Dalle cannelle di bronzo ogni giorno sgorga ininterrottamente acqua limpidissima che si raccoglie nella sottostante vasca rettangolare. Il prospetto, con tre alzate timpanate decorate con bassorilievi, è raccordato ai lati con due volute. Ancora oggi è luogo d'incontro ideale per i cittadini.

DELEGAZIONE DI MESSINA
Teatro Vittorio Emanuele, Viaggio dietro le quinte.
La posa della prima pietra del “novello Teatro” di Messina, intitolato a Santa Elisabetta in omaggio a Maria Isabella di Spagna, madre di Ferdinando II, avvenne il 23 aprile 1842. L’inaugurazione fu celebrata il 12 gennaio 1852; nel 1860 tuttavia, con l’annessione al Regno d’Italia, la denominazione del S. Elisabetta fu mutata in “Vittorio Emanuele II”, in occasione dell’annessione del “Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia sotto lo scettro costituzionale di Vittorio Emanuele II”. Danneggiato dal terremoto di Messina del 1908 è stato oggetto di un restauro che lo ha quasi interamente ricostruito: all'interno fu ampliato ed il soffitto decorato da Renato Guttuso con la raffigurazione della leggenda di Colapesce. I lavori furono portati a termine solo nel 1980.

DELEGAZIONE DI RAGUSA
Nei luoghi dello stile Liberty a Ispica
Una passeggiata artistica lungo le strade di Ispica alla ricerca delle più significative testimonianze dello stile Liberty in città, presso palazzi nobiliari e case private. Una narrazione itinerante tra gli aspetti strutturali e decorativi, nonché dei significati culturali di ogni manufatto, accompagnata e arricchita, nella sede dell'Istituto “Gaetano Curcio”, da una mostra (disegni, progetti, fotografie...) con cui gli studenti hanno voluto offrire il proprio contributo allo studio di questo stile così peculiare.

Il riparo sotto Roccia di Fontana Nova
Tanto celebre tra gli specialisti di tutta Europa quanto pressoché abbandonato, il sito di Fontana Nova (alla periferia di Marina di Ragusa, frazione balneare del capoluogo ibleo), ospita un riparo sotto roccia recante tracce di frequentazione umana, forse il sito più antico finora noto in Sicilia. Nel XIX secolo il barone Arezzo, nobile ragusano appassionato di antichità, scoprì in questa lunga e stretta grotta accennata nel calcare della valletta che conduce al mare, i resti di un focolare fossilizzato. A seguito di accurati studi, ripetuti anche nei decenni successivi, si è datato il sito all'Aurignaziano, un periodo del Paleolitico collocabile tra 40.000 e 18.000 anni fa. Il gruppo umano che qui viveva, si nutriva di cervi e altra cacciagione cotta su tizzoni accesi all'interno della grotta che in origine doveva essere certamente più ampia e profonda. Luogo con criticità.

DELEGAZIONE DI SIRACUSA
Sortino diruta, quartieri e strade della città sepolta
Percorrendo le antiche mulattiere che si snodano sinuose e lente lungo le pendici del colle Aita, ci si trova ad un crocevia di storia che abbraccia, in un colpo d’occhio, un arco temporale che supera i tre millenni. In questi luoghi dalla natura amena e dalla pietra bianca, scolpita dalla fatica dell’uomo, sorgeva l’antico abitato di Sortino, una perla incastonata tra le possenti pietre di Pantalica e il monte, un centro rigoglioso circondato da fiumi, torrenti e boschi, che prosperò fino al 1693, quando fu raso al suolo dal disastroso terremoto che colpì tutto il Val di Noto. Dopo il sisma, la nuova città fu edificata sul pianoro soprastante dove tutt’ora esiste, ma il sito non fu mai completamente abbandonato e sono molti i resti della città medievale che ancora oggi si possono ammirare, inseriti in un contesto paesaggistico di notevole valore. La Sortino Diruta si trova incastonata tra la Sortino “Nuova” e la riserva Naturale Orientata della Valle dell’Anapo.

DELEGAZIONE DI TRAPANI
La Tonnara di San Giuliano tra tonni e tartarughe
La più antica tonnara della Sicilia occidentale, sita su Punta Tipa, litorale nord di Trapani, in uno splendido scenario coronato dalle antiche mura a tramontana, dalle isole Egadi e da tramonti spettacolari. Attiva dal XVI sec. fino al 1961 nella pesca, lavorazione e conservazione del tonno, venne edificata attorno alla chiesetta dedicata al martire; la struttura è simile ad un baglio, avente due accessi, uno dalla casa padronale e uno per i lavoranti ed era fornita di un porticciolo naturale. La torre di avvistamento segnava il confine tra Trapani ed Erice. Nella Seconda Guerra Mondiale fu utilizzata dai fascisti per insediamenti bellici. Oggi la tonnara è in abbandono. L'area è caratterizzata da rocce di calcarenite e duna con piante alofite protette e da un ecosistema ancora intatto, di recente scelto da tartarughe caretta-caretta per la deposizione delle uova: spettacolo emozionante è la loro schiusa nella spiaggia. Luogo con criticità. Le condizioni fatiscenti del sito non consentono la visione interna. La passeggiata si snoderà tra lo stabilimento e la scogliera.

Chiesa di Santo Stefano a Marsala
Il complesso edilizio, comprendente la chiesa ed il monastero di Santo Stefano, ricade in una vasta area del centro storico lilibetano, dove probabilmente sorgeva il palazzo degli antichi pretori romani, utilizzato poi dai Saraceni come sede del Governo. Nel XVI secolo venne acquistato dal nobile marsalese Stefano Frisella, che ristrutturò l’edificio e lo adibì a monastero per le Agostiniane Scalze, dove venne accolta la figlia Francesca. Il benefattore fece anche costruire la chiesa che dedicò al santo di cui portava il nome. L’interesse culturale e strategico della chiesa si esprime rispettivamente nella bellezza degli interni e anche nel fascino dei suoi sotterranei, dai quali parte un percorso che collega la vicina Chiesa dell’Itriella e che probabilmente in passato consentiva di raggiungere zone lontane della città. L'edificio appartiene al patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

Iniziative speciali: treno storico per la Valle dei Templi di Agrigento
Domenica 24 marzo l’ottocentesco impianto ferroviario torna a vivere come capolinea di una linea turistica, la “Ferrovia dei Templi”: visite guidate a bordo dei carrelli a motore e a pedale, mostre di cultura, storia e artigianato, aree street food. Itinerario del treno storico: partenza da Palermo Centrale alle ore 8 e arrivo a Porto Empedocle Centrale alle ore 11.35, ritorno da Porto Empedocle Centrale alle ore 18 e arrivo a Palermo Centrale ore 21(Adulto 20€ - Ragazzo 10€). Oltre al treno storico da Palermo, sarà possibile viaggiare tra la stazione di Porto Empedocle Centrale e la Valle dei Templi con prenotazione scrivendo al prenotazioni@fondazionefs.it. Sito restaurato e riqualificato grazie a fondi europei - Fondo europeo di sviluppo regionale.

Gli iscritti alla Fondazione, e chi si iscriverà al FAI in occasione della manifestazione, potranno godere di ingressi dedicati e accessi prioritari. Tra le aperture riservate agli iscritti:

ALCARA LI FUSI (Messina)
Convento di Santa Maria del Rogato 
Contrada Carbuncolo
Sabato: 10:00 - 12:00 / 15:00 - 16:30

CALTAGIRONE
Cripta della Chiesa di San Bonaventura
Largo della Croce 2
Sabato: 10:00 - 13:00 / 15:30 - 18:30
Domenica: 10:00 - 13:00 / 15:30 - 18:30

CATANIA
Chiesa di San Benedetto 
Via Teatro Greco 2
Sabato: 09:30 - 13:00 / 15:00 - 18:30         
Iniziative speciali: ore 18 concerto di canti sacri a cura del coro "Nuove dissonanze" di Bruna D'Amico.   
Domenica: 10:30 - 13:00 / 15:00 - 18:30         

CORLEONE (Palermo)
Cascata e Canyon delle Due Rocche
Sabato: 10:00 - 13:00
Domenica: 10:00 - 17:00

PALERMO
Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba
Via Vittorio Emanuele, 382
Domenica: 10:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30).  

Per l’elenco completo delle aperture consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02/467615399. Invitiamo tutti a diffondere in rete la notizia di questo evento utilizzando l’hashtag #giornatefai.

IMPORTANTE: Prima di recarsi a visitare i luoghi è opportuno verificare sul sito web eventuali modifiche di orari di apertura, variazioni di programma in caso di condizioni meteo avverse o imprevisti e la possibile chiusura anticipata delle code a causa della grande affluenza di pubblico.

Il FAI Sicilia ringrazia Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, le Istituzioni Pubbliche e Private, i privati cittadini e tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, e poi le Delegazioni, Gruppi FAI, Gruppi FAI Giovanivolontari FAI, molti dei quali sono i mediatori artistico culturali di FAI ponte tra culture, e i volontari della Protezione Civile che con il loro lavoro capillare e la loro collaborazione rendono possibile l’evento. Ad affiancarli, nell’accogliere e guidare i visitatori, ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado che hanno scelto con i loro docenti di partecipare nell’anno scolastico a un progetto formativo di cittadinanza attiva, un’iniziativa lanciata dal FAI nel 1996, che coinvolge ogni anno studenti felici di poter vivere e raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del loro territorio.

Alla scoperta della Lentini "di pietra"





Un viaggio nella roccia viva alla scoperta della più antica Lentini e una raccolta fondi per restaurare affreschi rupestri. E’ un’iniziativa volta a ridar lustro alle origini della città e a promuovere un territorio dimenticato quella promossa dai volontari lentinesi con l’intento di salvare il patrimonio storico, artistico e archeologico che rischia di scomparire. Associazioni e cittadini in campo per riscoprire il cuore di Lentini “città dalle nobili e antiche origini – dicono le guide turistiche Corinne Valenti e Italo Giordano - che, nonostante le tragiche vicissitudine che ne hanno sconvolto l’originario aspetto, conserva ancora oggi testimonianze tangibili del suo glorioso passato, incastonate da secoli nella roccia viva, in un movimentato scenario di ambienti ingrottati”. Ed è così che si dà vita a un’iniziativa “Lentini di pietra” che culminerà l 25 aprile con un tour a piedi tra i resti più nascosti e una raccolta di fondi da devolvere al comitato "Lentini nel cuore"  finalizzato al restauro degli affreschi della chiesa rupestre del Crocifisso già “adottata” dal Fai e riaperta al pubblico dopo decenni di oblio. In programma itinerari sotterranei, tra grotte e anfratti con preziosi dipinti nascosti tra le campagne lentinesi che narrano la storia della città dall’epoca greca all’XI secolo.