Una proposta di matrimonio dinanzi a dee e dei. E a oltre 700 spettatori. All’alba. Certo non si può dire che sia stata una sortita per pochi intimi, ma Daniele e Valentina se la ricorderanno per un pezzo. Lui inginocchiato, lei ride ma poi capisce che fa sul serio: perché dinanzi a Zeus, Era, Hermes e Afrodite, è molto romantico, certo ma c’è poco da scherzare. E’ successo poche ore fa, durante l’ALBA alla Valle dei Templi.
Siamo verso la fine dello spettacolo, il pubblico che è entrato mentre la Valle è ancora immersa nel buio, ha seguito gli dei che hanno accompagnato il risveglio, sbucando da reperti, cespugli, avvallamenti. Gli spettatori sono felici, scattano foto e selfie, ascoltano il racconto: sono sempre di più, la visita sensoriale teatralizzata all’alba, nella Valle dei Templi è ormai diventata un must della stagione estiva siciliana. Ma è alla fine dello spettacolo, quando ormai il sole è spuntato, c’è la sorpresa: Daniele Rosapinta, che oltre a curare i social del Parco, realizza le foto e i video, affida ad un amico la macchina fotografica e si inginocchia davanti alla fidanzata Valentina Basile per regalarle l'anello. Gli spettatori – italiani e tantissimi stranieri - sul momento pensano sia un'altra performance ma poi capiscono, li circondano e applaudono. E con loro, tutti gli dei. La prossima visita teatralizzata alla Valle sarà domenica 18 agosto, poi il 25 e la prima domenica di settembre.
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lunedì 12 agosto 2019
domenica 22 luglio 2018
Agrigento antica "sbarca" a Milano
Agrigento "sbarca" a Milano con una mostra unica. Lo Studio Museo Francesco Messina accoglie unostraordinario corpus di oltre 150 reperti recentemente
rinvenuti nella Valle dei Templi, affiancati
a pezzi provenienti dal Museo Pietro Griffo di Agrigento e dalle raccolte della
Soprintendenza ai beni Culturali di Agrigento,accompagnate alla collezione di
arte antica di Francesco Messina conservata
dalla Soprintendenza archeologica milanese, in dialogo con le opere classiche dello scultore siciliano.
La mostra dal titolo “L’ECO DEL CLASSICO. La
Valle dei Templi di Agrigento allo Studio Museo Francesco Messina di Milano”
dal 20 luglio al 21 ottobre, curata da Maria Fratelli, Giuseppe Parello, Maria
Serena Rizzo, si distingue per
il taglio scientifico e culturale, dato dal contributo
di importanti istituzioni di ricerca.
L’evento è realizzato dal Comune di
Milano, Assessorato alla Cultura - Studio Museo Francesco Messina e dal Parco
Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, in collaborazione con il
Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”, con la Soprintendenza ai Beni
Culturali di Agrigento, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio
per le province di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio, Varese e ideato
dalla direttrice del museo Maria Fratelli.
La
mostra “L’ecodel Classico. La Valle dei Templi di
Agrigento allo Studio Museo Francesco Messina di Milano” illumina
le opere dello scultore siciliano, a cui il museo è dedicato, con la luce e il
respiro della Sicilia sottolineando, attraverso il
confronto con i reperti antichi, il perdurare della classicità nel Novecento;
idea e forma di una visione che rimane, per ampiezza e lucidità di pensiero,
paradigma necessario alla contemporaneità.
Come dice Giuseppe
Parello: “I capolavori del passato, in
dialogo con le opere di Francesco Messina, riescono a instaurare dinamiche
comunicative attuali e a rivelare come la lettura del mondo classico, nel suo
pieno potenziale, sia generatrice di nuove espressioni artistiche”.
Il percorso espositivo presenta, nella navata
dell’ex chiesa di San Sisto, reperti archeologici datati dal VI secolo a.C. al
XIV secolo d.C. fra cui statue di piccole dimensioni in terracotta, busti
fittili, teste in marmo, porfido e creta, vasi in terracotta a figure nere e
figure rosse, lucerne, frammenti di diversa natura in pasta vitrea, madreperla,
osso, monete in bronzo, sigilli in ambra.
Accanto ad essi si osservano i preziosi
frammenti della recente e straordinaria scoperta del teatro e del
santuario
dell’antica polis Akragas, odierna
Agrigento, oltre ad alcuni reperti che Francesco Messina ha collezionato
nel corso della sua vita.
Lo scultore, dallo spiccato interesse nei
confronti del passato e legato alla Sicilia, sua terra d’origine, spesso si è
ispirato per la creazione di sculture a opere archeologiche di cui talvolta
emergono evidenti riferimenti. Ne sono esempio fra gli altri l’Efebo
del 1959che dialoga con gli archetipi antichi e il calco in gesso del Guerriero di Agrigento, che rivela una
forte affinità formale e conferma l’intrinseca classicità dell’artista.
Al piano interrato, si ammira la restituzionedi
un settore di uno scavo archeologico
che ha messo in luce, con l’affioramento della parte inferiore di un forno del periodo tardo antico,
l’ambiente di una casa destinata alla preparazione
del pane, offrendo un’affascinante immagine della vita quotidiana nella
città antica di Akragas. Il
rifacimento, orientato in base
agli assi principali dell’urbanistica romana in corrispondenza dell’incrocio
tra il cardo e il decumano di Mediolanum,
lega idealmente il luogo del Museo Messina, situato nel cuore della Milano
romana, e la grande metropoli millenaria Akragas
ed evidenzia la lunga storia delle due città. Milano e Agrigento, sono dunque accomunatedalla medesima stratificazione storica e culturale,
gemellate nel segno del mito e del classicismo.
CommentaFilippo Del Corno, Assessore alla
Cultura del Comune di Milano: "La
centralità di Milano si manifesta in questa mostra che porta uno dei siti
archeologici più noti del pianeta, la Valle dei Templi di Agrigento, dentro la
chiesa sconsacrata di San Sisto nel centro della Milano romana. Al classicismo
del grande maestro siciliano è ispirato il progetto della mostra allestita nel
suo Studio Museo, luogo di ricerca e studio dedicato ai temi della
scultura".
Il suggestivo allestimento, progettato da
Maddalena D’Alfonso e realizzato da Easy Holidays, immerge il visitatore in un
ambiente museale e archeologico grazie alle vetrine nella navata che offrono una scenografia verticale,
affiancate da una dettagliata catalogazione e da alcuni pannelli di approfondimento, oltre a un tavolo con documenti inerenti i ritrovamenti dello
spettacolare teatro ellenistico e del santuario. La piantumazione di agrumi tipici
del territorio siciliano contribuisce a creare un percorso sensoriale che
culmina nella vista dall’alto di un particolare dell’antica cittadella.
La meravigliosa Akragas sta emergendo negli ultimi anni grazie alle campagne di
scavo della Valle dei Templi, coordinate dal direttore Giuseppe Parello e dalle
archeologhe del Parco Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Maria
Serena Rizzo.
Uno sguardo
contemporaneo sulla Valle èproposto da alcuni artisti che hanno vissuto
l’esperienza della residenza presso il Parco Archeologico di Agrigento. Sarà
esposta una selezione di acquerelli del pittore greco PavlosHabidis, parte
del progetto “Spring in the Valley” e il grande olio “I Dioscuri” di
Agrigentodell’artista Giuseppe Colombo. Gli scatti di Annalisa Marchionna
raccontano infine la vita della Valle attraverso le storie degli abitanti e
descrivono incontri di uomini e di culture.
Afferma Maria
Fratelli: “La Valle dei Templi è una
visione che getta le sue fondamenta nella realtà della città sottostante, senza
la quale non esisterebbero le forze per innalzare al cielo tanta bellezza. Di
quanto importanti siano le città antiche, nel senso più ampio della civitas,
tratta questa mostra che accoglie nel cuore della città romana di Mediolanum le
vestigia della antica Akragas”.
Un catalogo
con le immagini dell’allestimento e testi, coprodotto dal Parco Archeologico
della Valle dei Templi di Agrigento e Comune di Milano - Studio Museo Francesco
Messina, sarà presentato in autunno nel corso della mostra.
venerdì 10 febbraio 2017
Agrigento, premio del Consiglio d'Europa. Così la rinascita culturale diventa modello internazionale
Agrigento con i suoi templi maestosi, la sua aurea di storia e bellezza, la sua caparbietà e ridar vita al passato e restituirlo, pezzo per pezzo, a chi vive il presente. La Valle dei Templi rappresenterà l'Italia in occasione del premio premio paesaggio del Consiglio d'Europa con il suo progetto dal titolo evocativo: "Agri Gentium". E' questo un successo che premia, per primi, quanti hanno creduto che il patrimonio culturale, identitario di un luogo, potesse diventare orgoglio moderno.
Il Ministero per i beni culturali d ambientali ha selezionato, per
rappresentare il Paese al concorso europeo, un progetto portato avanti
nella città dei templi. "Agri Gentium: landscape
regeneration" è il progetto presentato dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei
Templi, attuato con l’Università degli Studi di Palermo, la facoltà di
Agraria e l’Azienda ‘Val Paradiso srl’, il ‘Giardino della Kolymbethra’
– FAI, l’Associazione di cultura e attività ferroviaria ‘Ferrovie Kaos’
e l’Azienda CVA Canicattì. Ed è un progetto meravigliosamente semplice: ricostruire il passato per riviverlo e goderne.
Il progetto è stato considerato di
particolare eccellenza tra le 97 proposte di candidatura pervenute in
seguito al bando indetto dal MIBACT per la ricognizione nel territorio
italiano di progetti volti alla tutela e alla valorizzazione del
paesaggio e del patrimonio materiale e immateriale.
La Commissione ha riconosciuto al progetto selezionato la capacità di
aver messo in pratica di principi della Convenzione Europea del
Paesaggio. In particolare, la tutela e la valorizzazione del patrimonio
culturale; il recupero della tratta dismessa delle Ferrovie Kaos e la
realizzazione del giardino con specie storiche realizzato nella
Kolymbethra gestito dal Fai; cooperazione tra soggetti pubblici e
privati; il riconoscimento Unesco della Valle dei templi; ricorso a
tecniche biocompatibili nel parco archeologico e paesaggistico; studio
su ruralità e fruizione dei “patriarchi vegetali” (olivi carrubbi,
mirti); conservazione del germoplasma di mandorlo, olivo e pistacchio;
istituzione del museo vivente del mandorlo “Francesco Monastra”; mostra a
Milano Expo 2015 nel cluster bio-mediterraneo; progetto mille mandorli;
coinvolgimento della popolazione locale, rafforzando la sensibilità e
la consapevolezza pubblica verso i valori del paesaggio, quale elemento
imprescindibile di crescita culturale per il raggiungimento di un
benessere individuale e collettivo.
Il merito di questa nuova luce accesa su Agrigento è di chi crede che il passato possa insegnare, e debba farlo. Di chi crede che con la cultura si possa crescere e migliorare lo sviluppo di un territorio martoriato per troppo tempo da abusivismo edilizio, da noncuranza e oblio. E' significativo che aver concesso alla Valle dei Templi l'autonomia gestionale prevista dalla legge siciliana proprio per colmare le antiche vacatio amministrative e snellire gli infiniti percorsi burocratici, abbia dato frutti di immagine, di economia e di rilancio. Non solo per il boom di turisti, per le campagne di scavo che mirano a riportare alla luce il Teatro ellenistico e il suo contesto. Non solo per i riflettori internazionali legati a Google e non solo. Non solo per le aziende che hanno voluto investire passione e impegno in un nuovo progetto che coniuga antico e moderno. Ma soprattutto perchè i siciliani hanno ricominciato ad ammirare questa bellezza infinita che Agrigento custodisce, come altre grandi meraviglie nel resto della Sicilia che attendono una rinascita. Agrigento ha anche inventato l'abbonamento alla Valle dei Templi per far sì che chiunque, tutte le volte che ne ha voglia, possa passeggiare tra i resti antichi, goderne l'atmosfera e ammirare un paesaggio unico al mondo. Che la consapevolezza di questa bellezza possa toccare tutti.
domenica 22 novembre 2015
Comunicare l'archeologia alla Valle dei Templi di Agrigento
Passato e modernità s'intrecciano alla Valle dei Templi di Agrigento che ha ospitato un incontro dedicato all'archeologia e alla sua divulgazione attraverso i media. Un argomento di grande attualità alla luce delle esigenze sempre più incalzanti di comunicare, coniugando informazioni scientifiche e capacità di incuriosire i lettori, tematiche legate al patrimonio culturale, alla sua tutela e alla sua fruizione. Ad animare l'incontro, illustrato dal direttore del Parco Valle dei Templi, l'architetto Giuseppe Parello, è stata l'esperienza di Isabella Di Bartolo nella duplice veste di archeologa e giornalista raccontata agli studenti di quattro istituti superiori di Agrigento. Sono stati i ragazzi, infatti, i veri protagonisti di un seminario che si è trasformato in una occasione di dibattito sul ruolo del patrimonio culturale in città "simbolo" come Agrigento, appunto, ma anche Siracusa. Di archeologia pubblica ha accennato il direttore Giuseppe Parello parlando del futuro di una scienza in mutamento qual è quella dedita alla ricerca e alla divulgazione culturale mentre Isabella Di Bartolo si è soffermata sul concetto pubblico di bene culturale, sul senso di appartenenza che deve avere una comunità nei confronti del patrimonio.
Attenti e curiosi gli studenti della IV D del liceo Scientifico "Leonardo", accompagnati dalla docente Valentina Calì; della V B del liceo Scientifico Majorana con la docente Annamaria Sammito; dell'Istituto tecnico Brunelleschi con la docente Marcella Riccobono e della I B del liceo Classico Empedocle accompagnati dalla docente Sabrina Preti. I ragazzi hanno ascoltato le modalità con cui si lavora alla redazione di un articolo giornalistico dedicato alle tematiche archeologiche a partire dall'importanza delle fonti che rappresentano il fondamento della divulgazione culturale poiché essa deve basarsi sulla corretta conoscenza. E poi, ancora, l'esigenza di utilizzare un linguaggio semplice ma efficare per la redazione dei testi destinati ai media e, dunque, al grande pubblico.
Tra i presenti anche i giornalisti e documentaristi Michele Termine e Franz La Paglia, insieme con esperti di archeologia sperimentale e alcuni tra gli studiosi dello staff della Valle dei Templi di Agrigento.
Tra gli argomenti dell'incontro anche il ruolo dei musei intesi come luoghi di vivacità culturale e non, come è ancora nell'immaginario collettivo delle nuove generazioni, spazi espositivi fini a se stessi. L'importanza della diffusione culturale corretta e l'esempio virtuoso della Valle dei Templi di Agrigento, attenta nella promozione moderna del suo patrimonio e delle sue attività, sono stati argomenti centrali dell'incontro così come alcune recenti scoperte archeologiche nel territorio di Agrigento diffuse, attraverso gli articoli di Isabella Di Bartolo, in maniera innovativa e scientificamente corretta. E' stato il caso della ricostruzione in 3D del primo volto di donna preistorica grazie alla sinergia tra Soprintendenza di Agrigento e Arcadia University così come della mostra dedicata agli ori siciliani del British museum di Londra che è stata allestita al museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa e, adesso, aprirà i battenti alla Biblioteca Lucchesiana di Agrigento. In merito a quest'ultimo evento, la giornalista-archeologa ha narrato agli studenti e ai presenti all'incontro la raccolta delle informazioni, la ricostruzione della storia dei reperti in mostra provenienti dall'area di Sant'Angelo Muxaro e poi venduti al British museum, la ricerca dei dettagli attraverso la dedizione e lo studio di Paolo Orsi e le indagini moderne compiute dagli archeologi tra cui Dario Palermo: il risultato è stata la redazione di articoli giornalistici per testate nazionale ed estere che hanno fatto sì che un altro pezzo della Sicilia più bella fosse descritta e conosciuta nel mondo.
(Fotografie di Michele Termine)
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