martedì 7 gennaio 2020

Palazzolo, 150 anni di dolcezza: Corsino festeggia e regala una fontana pubblica in piazza Pretura


Palazzolo, l’Antica pasticceria Corsino celebra 150 anni di storia
e fa rinascere “Fontana” di piazza della Guardia nel segno dell’ambiente


In occasione del 150° anniversario di fondazione l’Antica Pasticceria Corsino ha pubblicato il volume Il Caffè Corsino a Palazzolo Acreide. La vita dolce di un’impresa storica, di Luigi Lombardo, con l’impegno di devolvere il ricavato della vendita del libro nella realizzazione di un’opera d’arte che fosse al servizio della Comunità palazzolese. Tale opera è stata individuata in una “Fontana” pubblica, che riprendesse l’antica Fontana pubblica della Piazza della Guardia (oggi Piazza Pretura) e insieme lanciasse e realizzasse l’idea di un’acqua depurata da mettere a disposizione del pubblico e di quanti di essa vorranno servirsi.
L’idea è stata dunque quella di erogare al pubblico un’acqua osmotizzata e purificata tramite lampade UV, secondo moderni processi, in grado di restituire un’acqua potabile a costo zero per gli utenti.


L’ottimo successo del libro e la ferma volontà della Ditta Corsino di adire comunque il progetto per un’acqua e una fontana “Bene Comune”, all’insegna del motto Più acqua e meno plastica, hanno determinato la Ditta Corsino ad accelerare i tempi e a presentare all’attenzione degli enti preposti alla tutela e alla valorizzazione della nostra città (Comune e Soprintendenza ai Beni Culturali) un progetto tutto sommato semplice e di scarso o inesistente impatto sui luoghi, che pone al centro l’utilità sociale per una Comunità di un’opera, dalla quale non può che trarne benefici.

La scultura che adorna la Fontana, realizzata dai fratelli Alibrio [Salvo e Federico], insieme a Vanessa Bonino sviluppa il mito dell’acqua, elemento femminile per eccellenza, simbolo di purezza e di vita feconda.


L’opera realizzata in pietra calcarea locale, è composta da due elementi: il primo è la ninfa delle acque, che sottolinea il profondo legame dell’acqua e della terra (elemento femminile); il secondo è il globo lunare che cattura i raggi del sole (elemento maschile) e vivifica l’acqua con la luce del giorno. Lo stesso effetto si avrà con le notti di luna piena, dove il globo richiamerà la “casta” luce lunare e si illuminerà di luce naturale.

I miti sono nati per illustrare, narrare le storie delle divinità, che rappresentano le forze della natura, gli elementi primordiali, le forze della generazione vitale. L’acqua è, come il fuoco, l’aria, la terra, interessata a miti e leggende come quella delle sacre Ninfe delle acque venerate nelle balze dirimpetto la città greca di Akrai, sulle coste a pendio sopra la Valle dell’Anapo, laddove ha le sue scaturigini il fiume del mito: l’Anapo, il fiume che entra nel mito di Alfeo e Aretusa, il fiume “invisibile”, che qui nasce, per riversarsi nella palude di Syraka [da cui Siracusa]. Qui una variante del mito narra l’amore di Anapo per ARETUSA, a sottolineare il profondo legame tra la madrepatria e l’amata colonia di Akrai, nota per il suo clima e per le sue acque, alcune delle quali termali, tanto che una località a ovest della città greca porta ancora oggi il nome di contrada delle “Acque Sante”. Questo a conferma che dalla religione pagana il Cristianesimo ha assorbito il culto delle acque di purificazione: le acque lustrali del Battesimo in Cristo.

Se il “monumento” traccerà un percorso mitopoietico, legato ai miti e alla poetica dell’acqua, realizzerà al contempo, nel suo piccolo, un’antica aspirazione del popolo: l’acqua bene comune, l’acqua “corrente” da bere, che sembra una ovvietà, ma che, oggi, è un problema, data la dubbia qualità delle acque dei rubinetti. L’erogatore distribuirà perciò acqua da bere senza ulteriori filtraggi, un’acqua che sgorga pura, come se uscisse dalle falde e dalle sorgenti dei monti Iblei: l’acqua cara alle ninfe che vi si bagnavano. Tutto questo avrebbe un immediato e quantizzabile effetto sulla “produzione” di plastica da riciclare, riducendone considerevolmente la quantità. Più acqua e meno plastica, dunque, più acqua da bere e meno spreco di materie plastiche inquinanti, in tema con le ultime campagne mondiali in difesa della Terra.

L’Antica Pasticceria Corsino, erede del Caffè Corsino, vuole offrire a titolo gratuito quest’opera alla città, e lo vuole fare senza enfasi, ma legandolo ad un avvenimento che si spera possa essere un appuntamento annuale per la nostra città: il simposio della pietra bianca di palazzolo, a petra i ntagghiu, conosciuta e apprezzata. Proprio per questo motivo, gli artisti intaglieranno, a titolo gratuito, la scultura in diretta a partire dai primi giorni del mese di giugno. Nella speranza che questa possa diventare una manifestazione da poter organizzare ogni anno in occasione del 21 giugno solstizio d’estate, che quest’anno coincidera’ con l’inaugurazione della fontana e della scultura dei fratelli Alibrio.
Per realizzare tutto questo si chiede perciò la collaborazione degli Enti preposti, in termini di autorizzazione a poter ubicare l’opera nell’attuale Piazza Pretura, concordando con gli stessi il sito dove posizionarla, che sia un sito importante, visibile e fruibile liberamente dalla popolazione.
In questo modo un nostro sogno si coronerà, in attesa di nuove e fruttuose proposte per la Rinascita della città e dei cittadini.

lunedì 2 dicembre 2019

Selinunte e la Sicilia occidentale, il video che innamora vince il premio Globus 2019





Un omaggio alla meraviglia, alla bellezza, alla suggestione di Selinunte. Un inno alla grandezza di un popolo che, ieri come oggi, lavora e vive tra cielo e terra. 
 Il territorio di Castelvetrano e Selinunte sono protagonisti del video prodotto dall’associazione “La Rotta dei Fenici” diretta da Antonio Barone. Il video realizzato da ArcheoFrame (Università IULM di Milano) sotto la regia di Leonardo Modonutto e sotto la supervisione di Sara Ferrari (produzione esecutiva), ha ricevuto il “Premio Globus – Via dei Corti per la Valorizzazione del Territorio”, un importante riconoscimento per chi ha meglio valorizzato il territorio siciliano con video e cortometraggi.

Ancora una volta La rotta dei Fenici rende omaggio a quel luogo magico  che è l'antica Selinus e alle bellezze della Sicilia occidentale, terra di rotte e terra di vita.

mercoledì 27 novembre 2019

Il ballo entra al museo, musica e danza al Paolo Orsi di Siracusa

Da stasera una serata evento nelle sale del Museo archeologico di Siracusa dedicata alla
musica e alla danza nell’antichità, dagli strumenti musicali alla mitologia. Un perfetto
dialogo tra danza e storia, antichità d’arte e modernità d’ispirazione che sarà introdotto
dagli operatori dello staff educativo di Civita Sicilia a cui seguirà una performance del
dal titolo Reveals - L’albero dei sogni, nuova produzione 2019 del Balletto di Roma con
coreografia di Valerio Longo e composizione musicale originale del maestro Riccardo
Joshua Moretti.

L’incontro tra la danza, la musica e la memoria, in una serata dalle molteplici
suggestioni: al centro dell’ispirazione, l’immagine dell’albero, simbolo di vita e
appartenenza, ideale strumento di raccordo tra la terra, l’umanità e il cielo; una
riflessione ispirata alla mistica e alla letteratura ebraica che lascia infine alla danza la
possibilità di trasformarsi in universale strumento d’espressione, abbracciando
significati che appartengono a tutti.
Interpretata dai danzatori del Balletto di Roma Giulia Strambini e Paolo Barbonaglia,
la creazione si inserisce nel più ampio progetto Reveals, avviato dalla compagnia romana
nel 2016 e giunto oggi alla sua quarta tappa (dopo le date a Venezia - Punta della
Dogana, a Civitavecchia - Museo Archeologico Nazionale e a Roma - Castel Sant’Angelo).
Reveals porta la danza in luoghi non convenzionali ed extra-teatrali, come musei e spazi
espositivi, dando vita a coreografie inedite ispirate ai luoghi, all’architettura e alle opere
d’arte. I perimetri storici e artistici si trasformano nei nuovi palcoscenici della creatività
e la danza diventa protagonista del dialogo con l’arte, la cultura e l’archeologia.
Tre repliche ore 19,00 – 20,00 - 21,00
Prezzo € 6,00 a persona

lunedì 28 ottobre 2019

Dall'Italia alla Palestina, parte l'umanesimo del turismo. Il cuore? Batte in Puglia e in Sicilia


XII DIALOGO EUROMEDITERRANEO SULLA ROTTA DEI FENICI
DALL’ITALIA PARTE L’UMANESIMO DEL TURISMO

con francia, spagna, grecia, malta, tunisia, palestina, cipro, LIBANO, galizia, croazia
INSIEME per i nuovi “turismi”



Non solo viaggi nel segno della cultura. Ma itinerari nei paesi del Mediterraneo in cui sia l’Uomo il mezzo e il fine della conoscenza e riscoperta dei beni culturali, del territorio e della sua comunità. Si chiama “Umanesimo del turismo” ed è stato il focus del XII Dialogo Euromediterraneo sulla Rotta dei Fenici, convegno svoltosi a Bari nei giorni scorsi e che ha riunito esperti internazionali per parlare delle prospettive future del turismo in occasione dell’”Assemblea annuale internazionale dell’Itinerario”. Al meeting, che ha coinvolto rappresentanti dei Paesi mediterranei come Francia, Spagna, Grecia, Malta, Tunisia, Palestina, Croazia, Cipro, Libano e Italia, hanno preso parte anche i rappresentanti delle Regioni Puglia e Sicilia. Insieme hanno scritto la Dichiarazione di Bari, un documento programmatico cui seguiranno le firme di numerosi Paesi e diverse realtà territoriali, impegnate a promuovere una nuova idea di turismo che guardi all’Uomo, alle identità territoriali e alle culture millenarie.

A promuovere questa nuova era del turismo che aggrega i paesi del Mediterraneo è “La Rotta dei Fenici”, network che, partito dalla Sicilia nel 2003, propone un itinerario culturale attraverso 11 Paesi del Mediterraneo, 3 continenti (Europa, Asia e Africa) e mette in rete – sulla traccia delle rotte di navigazione dei Fenici – decine di siti archeologici, etnoantropologici, culturali, naturali e di scambi culturali tra i popoli e i paesi del Mediterraneo. La Rotta è uno dei 38 itinerari certificati dal Consiglio d’Europa nel programma degli itinerari culturali, 24 dei quali in Italia, ma solo 4 hanno sede principale in Italia, tra questi La Rotta dei Fenici.

Antonio Barone, direttore La Rotta dei Fenici: “Passare da un turismo di destinazione ad un turismo di motivazione – dunque turismo responsabile, compatibile, esperienziale, creativo, accessibile, di comunità - dal B2B (business to business ) al P2P (people to people), usare modalità operative di autocertificazione delle destinazioni e dei percorsi, in linea con i principi della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società (l'Italia finalmente sta completando l'iter di adesione a 14 anni dalla sua formulazione) realizzare il dialogo interculturale; sono tutti elementi che ci dicono che è giunto il momento di riconsiderare il turismo ed il tempo libero come strumenti di crescita degli individui e delle comunità”.






Oltre alla Dichiarazione di Bari, il XII Dialogo Euromediterraneo sulla Rotta dei Fenici ha approvato l’Action Plan 2020-2030, strumento di pianificazione delle attività internazionali che saranno seguite dagli 11 Network nazionali e 3 trasversali che compongono la Confederazione Internazionale della Rotta, in linea con gli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite 2030. Un altro risultato è l’accordo di collaborazione tra le Regioni presenti, Puglia, Sicilia e Galizia, nonché le delegazioni degli 11 Paesi presenti a Bari, che permetterà di cooperare alla valorizzazione degli attrattori culturali legati al tema delle Antiche Civiltà Mediterranee, ad itinerari marittimi e subacquei lanciati dall’Assessorato Turismo della Regione Sicilia e dalla Soprintendenza del Mare della stessa regione, diretta all’epoca dal prof. Sebastiano Tusa, ad un portale mediterraneo sull’offerta di turismo legata alla dieta mediterranea ed ai prodotti, produttori e ristoratori di qualità, nonché puntando su un brand di qualità Rotta dei Fenici su scala mediterranea. I primi risultati saranno proposti a partire dalla BTE – Borsa del Turismo Extralberghiero (Bagheria novembre 2019), al Fitur di Madrid a gennaio 2020 ed a numerose fiere di settore. Un contributo notevole lo darò anche il progetto Trames (Programma Cosme) che prevede la realizzazione di oltre 10 Smart Ways della Rotta dei Fenici (percorsi di eccellenza in termini di qualità) in 5 Paesi mediterranei (Italia, Spagna, Cipro, Grecia e Malta), per la Sicilia parliamo della Antica Via Selinuntina da Siracusa ad Erice. 



In questa direzione la Rotta dei Fenici, Itinerario Culturale del  Consiglio d'Europa e della Organizzazione Mondiale del Turismo, e tutti gli altri enti che con questa collaborano a vario titolo,  hanno messo nero su bianco nella Dichiarazione di Bari gli elementi fondanti questo cambio epocale.
L’itinerario, infatti, può far incontrare istituzioni e operatori privati, comunità ed università, in nome della grande fratellanza euromediterranea e del desiderio di pace e dialogo tra i popoli , seguendo le tracce invisibili delle Antiche Civiltà Mediterranee, le loro rotte commerciali, le basi della nostra civiltà contemporanea. Perché- come ci ha detto Camilleri- non dobbiamo temere l’altro perché per lui l’altro siamo noi

giovedì 15 agosto 2019

Pseudo-Sofocle, ecco il suo volto

Lo Pseudo Sofocle ha un volto
La ricostruzione realizzata dal Fapab con il brasiliano Cicero Moraes


L’antico uomo greco, ribattezzato lo Pseudo-Sofocle, ha un volto. E’ il nuovo,grande risultato del Fapab Research Center, il centro di ricerca internazionale di Avola dedicato allo studio dell’antropologia forense, della paleopatologia e della bioarcheologia.
Alcune settimane fa il Centro avolese aveva infatti scoperto che il cranio precedentemente attribuito al tragediografo greco Sofocle rappresentava in realtà un clamoroso falso. Lo studio del Fapab aveva dimostrato come il cranio appartenesse a un individuo adulto ma di certo non morto alla veneranda età (90 anni) di Sofocle. Veniva così smontata l’antica teoria avallata dal suo scopritore, il danese Ludwig Münter, e mai veramente sconfessata dal grande patologo tedesco Rudolph Virchow nel 1893. La ricerca aveva anche individuato in un trauma cranico la verosimile causa di morte dell’uomo in questione e aveva presentato una sua prima approssimazione facciale forense. Ma oggi, dopo l’approssimazione facciale eseguita dall’archeologo Michael Habicht (Flinders University e coautore dello studio), e grazie alla collaborazione con l’esperto artista forense brasiliano Cicero Moraes, si è riusciti a ottenere il vero volto di questo individuo.
“L’applicazione delle tecniche scientifiche più all’avanguardia, sempre nel rispetto delle discipline storiche e archeologiche, ci permette di acclarare aspetti controversi della nostra storia” commenta il professor Francesco Maria Galassi, direttore del Fapab e paleopatologo dell’australiana Flinders University. Il celebre studioso aggiunge: “Siamo molto soddisfatti di questo nuovo, importante risultato scientifico e dell’alto livello di coordinazione raggiunto fra discipline diverse e spesso non dialoganti tra loro”.

Un sentimento condiviso dal vicedirettore del Fapab, la bioarcheologa e antropologa forense Elena Varotto, autrice principale, solo pochi mesi fa, della fondamentale scoperta di un antichissimo caso di tumore benigno ritenuto inesistente nel mondo antico. “Avola e il suo territorio - commenta - offrono grandissime opportunità culturali e un continuo stimolo allo studio e alla ricerca. Per questo a una progettualità soprattutto scientifica stiamo affiancando e affiancheremo sempre più una serie di eventi divulgativi rivolti alla cittadinanza e, più in generale, alla Sicilia”.

lunedì 12 agosto 2019

Il mito di Dedalo e Icaro rivive a Sant'Angelo Muxaro

Da ieri la Piazza Umberto del piccolo borgo sicano, è divenuta lo scenario del mito di Dedalo e Icaro. Una rappresentazione artistica forte del momento in cui Dedalo, ancora in volo, osserva la caduta del figlio Icaro. L’istallazione è stata resa possibile grazie agli artisti Salvatore Rizzuti e Carmelo Navarra che hanno voluto donare per la durata dell’ “Estate Santangelese” le loro opere.

Le due sculture, site una di fronte all’altra, sembrano guardarsi e dare nuova vita al mito e alla sua storia.
Nella sua caduta, Icaro sembra rialzarsi verso il padre e Dedalo sembra incitare il figlio ancora una volta ad alzarsi in volo.

Un buon auspicio per Sant’Angelo Muxaro, piccolo paese dell’entroterra siciliano, guidato dalla giovane e dinamica Amministrazione del Sindaco Tirrito, che ospita così storia, mito e cultura in un’unica formula.

A Siracusa "brucia" il fuoco di Olimpia nel nome di Concetto Lo Bello

Il prossimo anno ricorrerà il 60/mo anniversario della disputa dei Giochi Olimpici a Roma. In quell’anno, il 18 agosto 1960, la Fiaccola Olimpica fece il suo approdo in terra italiana proprio a Siracusa avendo nell’indimenticato Concetto Lo Bello il suo primo tedoforo. 

Nel segno e nel ricordo di quel memorabile giorno, l’associazione che porta il nome di Concetto Lo Bello promuove un appuntamento che avrà quest’anno - nella sola giornata di sabato 17 agosto - un prologo in vista della manifestazione celebrativa dell’estate 2020 per ricordare solennemente quel 18 agosto 1960 e che, con una serie di appuntamenti che sono al momento in via di definizione, arrivi sino al 9 settembre giorno in cui – nel 1991 – si spense Concetto Lo Bello. Si tratterà di oltre venti giorni che verranno scanditi da una serie di appuntamenti - alcuni pure con la partecipazione di personalità del mondo dello sport (ma non solo) anche di caratura internazionale - che avranno come unico filo conduttore il rapporto tra Siracusa e l’Olimpiade declinato nelle sue diverse sfaccettature. Particolare spazio sarà, ovviamente, data alla figura di Concetto Lo Bello grazie all’opera del quale, in più e diversi ambiti, Siracusa sportiva ha conosciuto momenti di straordinaria crescita. 
La prima tappa lungo questo cammino che durerà oltre un anno è in programma sabato 17 agosto 2019, a partire dalle 18,30, nello spazio esterno della sede dei Mezzi Nautici della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera  (alla “Marina”) di Siracusa dove si trova la copia del Tripode Olimpico utilizzato nel 1960. Qui sarà allestita una mostra fotografica che farà ripercorrere visivamente al pubblico quel 18 agosto 1960. La manifestazione prevede anche gli interventi di esponenti delle istituzioni e di alcuni testimoni di quel giorno di cinquantanove anni fa, la lettura recitata di alcuni passi delle cronache dell’epoca,  e culminerà con l’approdo di una unità della Guardia Costiera da bordo della quale scenderà un tedoforo d’eccezione che riaccenderà in maniera simbolica il fuoco di Olimpia in terra di Siracusa.