lunedì 5 luglio 2021

Teatro a Siracusa, Il mito di Aretusa alla Grotta dei Cordari

 



Il mito di Aretusa

17 luglio – 28 agosto 2021

Grotta dei Cordari, Grotta del Salnitro e Orecchio di Dionisio Siracusa

Siracusa, 5 luglio 2021. Tra giochi di luce e suggestioni sonore, con la spettacolare e inedita performance teatrale “Il mito di Aretusa”, diretta dal regista Guglielmo Ferro, riapre al pubblico dopo quarant’anni la Grotta dei Cordari, uno degli itinerari all’interno del Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa che, insieme alla Grotta del Salnitro e all’Orecchio di Dionisio, affascina da sempre i visitatori.

L’appuntamento è per sabato 17 luglio, ore 20.30. Di scena la ninfa Aretusa inseguita da Alfeo pazzo d’amore, satiri dei boschi e il poeta Filosseno prigionero del tiranno greco Dionisio.

Lo spettatore sarà accompagnato in un viaggio attraverso i sensi a ritroso nel tempo, perdendosi nel mito della nascita della ninfa Aretusa legata a Siracusa e alla sua millenaria storia.

Nessun palcoscenico se non la scena stessa dei luoghi unici al mondo che hanno incantato da secoli i visitatori a partire da Michelangelo Merisi da Caravaggio che, con l’amico Mario Minniti, rimase estasiato davanti alla grotta che lui volle chiamare l’Orecchio di Dionisio, per la sua peculiare forma e la leggenda legata al tiranno siracusano.

“Il contesto della Neapolis – commenta il regista Guglielmo Ferro - ci impone di realizzare uno spettacolo che si integri con la storia millenaria del sito archeologico, nutrendosi del fascino che questo luogo esercita sui visitatori. Per questo motivo si è scelto di realizzare il mito della ninfa Aretusa, che rappresenta perfettamente, sia il legame indissolubile tra la Grecia antica e Siracusa, sia la meraviglia che è custodita in questi luoghi, dove storia e mito si intrecciano nei millenni.

Dunque, Aretusa, la fonte di Siracusa a Ortigia e Alfeo, il fiume di Arcadia e di Elide. La leggenda che li lega diventa, in età ellenistica, una storia d'amore quasi un doppio della storia di Alfeo e

Artemide, associata ai luoghi di culto della dea lungo il fiume e al suo epiteto di “Alfeia”. Una storia d’amore che ricalca quella di Siracusa e la Grecia antica”.

“Un evento nell’evento – commenta il direttore parco archeologico di Siracusa, Carlo Staffile perché sarà svelato al pubblico un luogo sconosciuto, da quasi 4 decenni chiuso al pubblico: la grotta dei Cordari. Qui, l’ultimo degli artigiani lavorò nel 1983 e da allora nessuno ha più visitato questo sito incantevole. Lo spettacolo esalta i monumenti con luci e musica, senza aggiungere altro se non il fascino di un racconto millenario che rievoca le radici di Siracusa, la sua storia cantata dai più grandi poeti sin dall’antichità”.

La ripresa economica parte dalla cultura e ne è convinto l’amministratore unico della Momento srl, Riccardo Ercoli: “Nonostante le criticità del momento, abbiamo voluto investire sulla ripartenza post-pandemia per offrire ai visitatori italiani e internazionali la possibilità di visitare il Parco in una veste inedita con nuovi importanti servizi che contribuiscano a qualificare ulteriormente l’offerta culturale del territorio”.

LO SPETTACOLO

Il progetto performativo è affidato alla regia di Guglielmo Ferro.

La ditta Giochi di luce di Michele Duchi, azienda leader nazionale del settore video, si occuperà delle animazioni 3D, che verranno proiettate nella grotta dei Cordari rendendola scenografia dell’evento e di tutta l’illuminazione artistica dei luoghi di rappresentazione. Un’azienda internazionale che ha curato eventi dalla portata mondiale come l’apertura delle Olimpiadi di Torino del 2016, il Ferrari world di Abu Dhabi o, ancora, videomapping di Eurofestival a Baku, Cayan tower a Dubai ma anche grandi proiezioni all’Arena di Verona, a palazzo Ducale a Venezia: tutti eventi che hanno esaltato i luoghi in cui sono stati organizzati mostrandone i lati nascosti e regalando nuova magia.

Tre attori e una danzatrice completano il cast artistico: Francesca Ferro, Nadia De Luca, Mario Opinato, Rosario Marco Amato, Rosario Minardi e Giampaolo Romania. Artemide, associata ai luoghi di culto della dea lungo il fiume e al suo epiteto di “Alfeia”.

LA PRODUZIONE

“Il mito di Aretusa” è una produzione Momento srl in collaborazione con il Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai. Per la prima volta, saranno aperti al pubblico nuovi suggestivi scorci del parco di Neapolis che si arricchisce così di nuova magia e bellezza.

INFO UTILI: botteghino e prenotazioni

Dal 17 luglio al 28 agosto
tutti i giorni dalle 20:30 alle 22:30
5 spettacoli ogni sera: orari di inizio spettacoli 20:30; 21:00; 21:30; 22:00; 22:30
I biglietti sono acquistabili:
-
presso la biglietteria dell’Area Monumentale della Neapolis tutti giorni dalle 8:30 e fino a 30 minuti prima di ogni spettacolo, in alternativa online consultando il sito aditusculture.com
- La vendita dei biglietti online è consentita fino a 1 ora prima dell’inizio dello spettacolo. Acquistando il biglietto per una visita all’Area monumentale della Neapolis e/o al Museo Paolo Orsi si ha diritto al biglietto ridotto per lo spettacolo nello stesso giorno.






giovedì 10 giugno 2021

Erice, passato e contemporaneo: al via le mostre "I Troiani di Sicilia" e "La vittoria della pittura"

 Dal 14 giugno e fino al 3 novembre, la città di Erice ospita due eventi legati l’uno all’archeologia, con la mostra “I Troiani di Sicilia” dedicata al misterioso popolo degli Elìmi, che per Tucidide e Virgilio erano profughi dell’epica guerra di Troia; l’altra invece, “La Vittoria della Pittura”, è un inedito confronto fra il maestro della metafisica Giorgio de Chirico e Luciano Ventrone, definito dallo storico dell’arte Federico Zeri il “Caravaggio del XX secolo”. La mostra, da un’idea di Giordano Bruno Guerri, Lorenzo Zichichi e Vittorio Sgarbi che ne firma la curatela con Victoria Noel-Johnson, è organizzata dalla Fondazione Erice Arte del Comune di Erice, dalla Fondazione Ettore Majorana e dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.



L’inaugurazione dei due progetti espositivi, alla presenza dell’assessore dei Beni Culturali Alberto Samonà, è in programma lunedì 14 giugno, ore 19, all’Istituto Wigner San Francesco. Per la mostra sugli Elìmi – organizzata dal Parco Archeologico di Segesta in collaborazione con la Scuola Normale Superiore (SNS) di Pisa e la Fondazione Ettore Majorana - interverranno Rossella Giglio (Direttrice del Parco), Lorenzo Zichichi (Fondazione Majorana) e in video-conferenza Anna Magnetto, docente di Storia Greca e direttore del Laboratorio Saet della SNS.

Per la mostra su de Chirico e Ventrone, allestita negli spazi dell’istituto Wigner e il Polo Museale “Antonino Cordici”, interverranno il sindaco di Erice, Daniela Toscano Pecorella, Giordano Bruno Guerri (sovrintendente della Fondazione Erice Arte) e i curatori.


martedì 9 febbraio 2021

Musei e parchi on line, la Sicilia "fa scuola" in Italia


La Sicilia diventa modello nazionale di promozione culturale attraverso lasiciliaracconta.it, una piattaforma didattico-educativa realizzata da Aditus srl, società concessionaria per i servizi aggiuntivi nei principali siti archeologici e museali della Sicilia orientale. 

L'idea della piattaforma, nata durante il lockdown per favorire la conoscenza virtuale dei siti chiusi a causa delle misure di contenimento al Covid, utilizza logiche che uniscono la stimolazione visiva, immersiva e creativa nell’impiego del digitale che diventa per i ragazzi, e non solo loro, strumento di scoperta, approfondimento, studio, interazione e gioco per scoprire l’enorme patrimonio della Sicilia. Un’iniziativa che ha ricevuto l'apprezzamento dal Ministero dell'Istruzione che ha sottoscritto il protocollo d’intesa per inserire la piattaforma #LaSiciliaracconta sull’applicazione “Protocolli in Rete” e favorirne la promozione e la diffusione in tutte le scuole italiane. 



Il progetto, che lo stesso MIUR considera un modello per l'Italia, coinvolge le scuole in un progetto innovativo e di grande impatto. All’interno delle quattro sezioni di cui si compone, insegnanti, genitori e studenti potranno trovare materiali preziosi utili per indagare e fare propri i valori del patrimonio materiale e immateriale che contraddistingue la Sicilia orientale: da brevi storie e leggende locali a video realizzati da ragazzi del territorio, da materiali didattici di approfondimento storico-artistico più specificatamente ideati per docenti e genitori a testi di approfondimento e curiosità elaborati da docenti universitari. “La cultura in Sicilia non si ferma. Dietro i portoni chiusi c'è un gran fermento – sottolinea l'assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà. La chiusura dei siti ci ha forzato a cercare strumenti e modi alternativi per far conoscere i nostri beni culturali. In attesa dell'auspicata riapertura dei musei e dei parchi archeologici alla fruizione pubblica, questa iniziativa costituisce un modo originale e innovativo per avvicinare i giovani alla conoscenza del patrimonio storico della Sicilia. Proprio in tempi di crisi, quale quello che stiamo attraversando, la cultura – aggiunge l’Assessore Samonà – ci aiuta a non perdere il contatto con il nostro passato e la nostra storia; l’uso fruttuoso del web diventa la possibilità che ci è concessa di restare saldamente ancorati al presente senza smarrirci e senza perdere la nostra identità”.

martedì 5 gennaio 2021

Lazzarini, la grande archeologia di Siracusa

Fernando Lazzarini conosceva ogni angolo, ogni sito, ogni reperto. A migliaia, d'altronde, li aveva disegnati lui con una perizia che lasciava senza fiato. La prima volta che lo conobbi fu in via Ierone dove stavano posizionando tubature varie, per i soliti lavori pubblici, e lì mi disse: "le faccio vedere qualche concio". Fu lui a regalarmi la bellezza di scoprire ciò che avevo sotto gli occhi, a mostrarmi che quelle meraviglie archeologiche sui libri erano lì, tra i muri delle case popolari a due passi dall'ospedale di Siracusa. Lui le amava, amava ogni cosa di quell'archeologia che poi finiva sui libri. La sua morte è un segno tangibile di un'epoca che sta finendo ed è legata allo studio manuale, artigianale per così dire. Uno studio che non poteva esistere senza quella grande esperienza sul campo che in una terra ancora tutta da scoprire fu il più grande dono dell'archeologia.
Oggi in molti lo ricordano a partire da alcuni suoi colleghi di quella che fu la Soprintendenza di Orsi, che fu di Bernabò Brea, che fu di Voza, con il suo fasto e la sua autorevolezza indiscussa. Ecco, forse Lazzarini era il simbolo di quell'autorevolezza che appartiene solo a pochi di cui oggi ho l'onore di ascoltare storie, riflessioni, analisi e che rapprensentano una cultura archeologica in via d'estinzione. Il mio amico Carlo Castello, che è una delle mie fonti indiscusse e che conoscere il sistema gestionale di musei e parchi archeologici certamente meglio di un ministro tecnico, lo aveva appassionato con un'ultima idea: un plastico della Siracusa greca. Avrebbero dovuto lavorarci e sarebbe stato davvero un progetto da ricordare. Avrebbero anche organizzato visite al Teatro greco, nella parte nord, coinvolgendo certo Giuseppe Voza per regalare ancora meraviglie. Un'occasione perduta come perduta è spesso la memoria di chi ha speso la vita per il patrimonio archeologico. In molti lo ricordano, con affetto vero, con stima vera, e in molti come me si pentono di non aver chiesto ancora storie, ancora disegni da condividere sulle pagine di un giornale perchè si continui a insegnare l'amore per la storia. Amalia Curcio ricorda una campagna di scavi a Prinias, nel 1970: da solo, Lazzarini aveva fatto ri rilievi di tutti e tre i cantieri di scavo, con i particolari delle tholoi e di alcuni materiali. Il prof. Levi, allora direttore della scuola archeologica italiana di Atene, venne in visita in missione e rimase "sconvolto" della precisione e bellezza dei rilievi. Ritornò poi con calma per esaminarli e propose allora a Fernando Lazzarini di restare, di lavorare alla scuola. Lui, come solito, si schernì e poi declinò l'invito. La sua vita era la Soprintendenza. E allora, per chi ha sognato sfogliando le immagini di un'Arias sulle scrivanie di un istituto in via Sangiuliano, quella Soprintendenza, quella Siracusa da scoprire, quel museo e quella bellezza che dorme e fa capolino sotto terra, è anche Fernando Lazzarini.

venerdì 2 ottobre 2020

Bocelli e Mitoraj a Noto per celebrare i siti Unesco della Sicilia

Noto, patrimonio dell’Unesco, diventa palcoscenico di un incredibile e unico evento culturale e mediatico. In uno scenario dalle atmosfere oniriche, tra le sinuose architetture barocche della scalinata della Cattedrale, grazie all'impegno finanziario della Regione Siciliana e del Comune, sabato 24 ottobre si terrà un concerto di Andrea Bocelli. Il tenore - che sarà accompagnato dall’orchestra e dal coro del Teatro Massimo Bellini di Catania, con la regia di Alberto Bartalini - diventerà di fatto il testimonial dei sette siti Unesco presenti nell'Isola. Il progetto di “Noto Città d’Arte”, che ha visto la capitale netina protagonista di importanti mostre, continua con l’esposizione (fino a febbraio 2021) sempre nello stesso sito, con cinque opere monumentali di Igor Mitoraj, uno degli scultori più conosciuti e apprezzati al mondo, grazie alla collaborazione dell’Atelier Mitoraj di Pietrasanta. L’iniziativa, oltre che dalla Regione Siciliana, tramite l'assessorato al Turismo, e dal Comune di Noto, è sostenuta dall’Assemblea Regionale Siciliana, dal ministero dei Beni Culturali, dalla Diocesi di Noto, dalla Camera di Commercio del Sud-Est e da Unicredit. Produttori del progetto le società Mediatica e Officina Creativa. L’Evento, che si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle normative anti Covid, si tiene a Noto – capofila del sito Unesco “Città Tardo Barocche del Val di Noto” – ma è rappresentativo e narrativo di tutti gli altri sei luoghi “Patrimonio dell’Umanità” dell’Isola: Valle dei Templi di Agrigento; Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica; la Villa romana del Casale di Piazza Armerina; le Isole Eolie; l’Etna; Palermo arabo-normanna con le cattedrali di Cefalù e Monreale. Un evento unico nel suo genere reso irripetibile dal binomio Bocelli-Mitoraj, protagonisti, con la loro arte, delle atmosfere della più bella tradizione classica. Uno spot mondiale dell’arte nell’arte che accenderà un focus sui beni di eccellente valore mondiale della Sicilia. Con 90 milioni di dischi venduti, una stella sulla Walk of Fame, un pubblico che comprende presidenti americani, Papi e famiglie reali, Andrea Bocelli è uno degli artisti più apprezzati di tutti i tempi. Con il suo album "Si", è riuscito a entrare nella storia conquistando contemporaneamente il primo posto della classifica americana Billboard200 e di quella inglese: un successo mai ottenuto prima da un artista italiano. “Un evento culturale di notevole spessore - commenta il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - in una città-simbolo dell’arte barocca dell’Isola. Una tappa di promozione della Sicilia che si aggiunge al testimonial di Dolce e Gabbana e alla partenza del Giro d’Italia. Eventi curati con passione dell’assessore al Turismo Manlio Messina, per accrescere la capacità attrattiva di questa nostra Terra”. “L’iniziativa “Mitoraj - Bocelli” a Noto - dichiara il Sindaco della Città, Corrado Bonfanti - altro non è che l’avvio di un percorso virtuoso che vede protagonisti tutti i siti siciliani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale per la prima volta, dalla loro iscrizione nella World Heritage List, chiamati a fare rete, ad avere una sola visione, contribuendo alla crescita delle singole comunità locali, facendo così crescere, contemporaneamente, la Sicilia. Sono grato al Presidente Musumeci, primo Presidente ad avere chiara questa straordinaria visione unitaria della nostra Isola, la più dotata di siti di riconosciuto Valore Eccezionale. Il mio personale apprezzamento all’Assessore Messina capace interprete di una Sicilia che punta sempre di più ad un turismo di qualità capace di generare ricchezza e prosperità". E’ possibile acquistare i biglietti direttamente on line (www.ticketone.it).